Il piano del governo per riaperture “graduali” (forse) dal 25 aprile

Stando a quanto riportano alcuni organi di stampa, il governo avrebbe messo a punto un piano per le riaperture delle attività ancora bloccate dalle misure adottate nel tenativo di contenere i contagi da Covid-19. I tempi, però, sarebbero ancora in via di definizione: al momento l’unica data di cui si parla è quella di martedì 20 aprile, quando si terrà il confronto regioni-governo sul piano vero e proprio di riapertura, sulla base dei dati che emergeranno venerdì 16 aprile dal consueto monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità.

Mentre da oggi gran parte delle regioni sono “zona arancione” (solo quattro quelle ancora “rosse”), quasi la metà mostra un andamento che, se confermato, potrebbe portarle la prossima settimana a registrare dati da “zona gialla“. Peccato, però, che quest’ultima sia stata arbitrariamente sospesa fino al 30 aprile dall’ultimo decreto dell’esecutivo.

A ben leggere le indiscrezioni, più che un piano quello del governo sembra essere per ora una bozza parziale e confusa, comunque ben lontana da quelle che sono le richieste di imprenditori e lavoratori del fuori casa. Per il momento, a dettare la linea è ancora il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli: “Personalmente – ha spiegato in un’intervista a La Stampa – ritengo che si potrebbe immaginare una prima riapertura selettiva, solo per determinate attività, magari per quelle che hanno spazi all’aperto e che, quindi, hanno un profilo di rischio diverso dal punto di vista del contagio”.

Tornando alle ipotesi attualmente allo studio del governo, bar e ristoranti potrebbero tornare ad aprire dal 25 aprile (non è ancora chiaro se solo a pranzo o anche la sera) nelle regioni che avranno dati da zona gialla, con rigidi protocolli definiti di “sicurezza”: prenotazione obbligatoria, rilevazione della temperatura all’ingresso, pagamenti solo elettronici e digitali, possibilità di consumare solo ai tavoli.

Cinema e teatri restano invece in attesa, dopo la promessa disattesa di poter riaprire il 27 marzo. Per le sale si pensa a un protocollo ancora diverso rispetto a quello approvato per l’ultima mancata promessa di riapertura: mascherina ffp2 per tutti, tampone 48 ore prima. Palestre e piscine potrebbero riaprire da inizio maggio, ma vi sono ancora molti dubbi sulla possibilità di dare il via libera solo a lezioni individuali o di gruppo.