Il grido di Vissani: “Troppe tasse, in arrivo un deserto di fallimenti”

Ha appena compiuto 70 anni, ma no la verve che l’ha accompagnato in tanti anni di carriera. E adesso il suo bersaglio preferito è diventato il politically correct in tempo di pandemia. In un’intervista concessa a La Verità, Gianfranco Vissani non ha risparmiato nessuno: dai vegani agli influencer, dal fisco al governo, fino ad arrivare a dire alle famiglie che la devono smettere di coccolare i figli. 

“Sto benissimo e ho tanta energia”, ha detto quello che è stato il primo cuoco star del panorama tricolore. Ma “Vissani imprenditore si sente fiaccato dalle tasse, dalle chiusure incomprensibili, dalle troppe difficoltà che incontriamo ogni giorno”.

Aggiungendo subito dopo: “Dopo un anno e mezzo di chiusure, scadono le cartelle della rottamazione e altri balzelli per decine di migliaia di euro. Hanno deciso di farci chiudere. A Draghi ho fatto un appello per dire che così uccidono la ristorazione. Si troveranno con un deserto di fallimenti. E se ci fanno altre chiusure è davvero la fine. Io sto a Baschi (sede della sua Casa Vissani, sulle rive del lago di Baschi), mica a Roma o a Milano. Abbiamo ridotto i tavoli a 8 anche perché si fa fatica a trovare il personale giusto e se non lavoriamo a pieno regime con i costi non ce la si fa”.

D’altronde, spiega lo chef, “il gas è triplicato, l’energia ce la facciamo da soli perché siamo attenti all’ambiente, ma i costi lievitano continuamente e le difficoltà aumentano”. E poi ancora, sulla questione del personale. “In parte il reddito di cittadinanza e in parte però anche le famiglie che questi figli li coccolano non ci fanno trovare ragazzi e ragazze che hanno desiderio di imparare un mestiere, di costruirsi la vita con il lavoro. Ai miei tempi non era così”. 

Per concludere, ora che di stelle al suo ristorante ne è rimasta una sola, ce n’è anche per le guide gastronomiche. “Ci sarebbe molto da dire sui giudizi delle guide oggi come sugli influencer: vengono, mangiano, non sanno nulla, fanno le foto e riducono il piatto a pornografia. È il segno del decadimento. Gualtiero Marchesi rifiutò le stelle: sbagliò i tempi, ma aveva ragione».

Ma quale è il futuro della cucina? “La cucina è cultura e identità e io difendo la mia cultura e la mia identità con la mia cucina. E’ dal nostro patrimonio territoriale che devi pigliare il meglio. Ma devi conoscerlo”.