I Gondolieri Bisol1542, l’arte del “saper fare” il prosecco superiore

Tra forcole e candele, dal saper fare della terra al saper fare dell’acqua. Dalla fatica in vigna a quella del remo. A Venezia, nella suggestione degli antichi saperi e dei manufatti dello squero di San Trovaso, Bisol1542 ha svelato la sua sesta etichetta, rendendo omaggio ai più internazionali interpreti della Serenissima.

L’omaggio ai gondolieri di Venezia

È dedicato, infatti, ai vogatori cantori l’ultimo nato della casa, millesimato 100% Glera, che la storica Associazione dei gondolieri ha scelto per una collaborazione suggellata dall’edizione speciale I Gondolieri, capace di regala un’interpretazione contemporanea e di facile comprensione del prosecco superiore Docg. Con un perlage sottile e brioso, il gusto è diretto e sapido, tanto allegro quanto elegante, di immediato piacere al palato e al naso. Nel bicchiere libera un seducente bouquet con note fruttate di pesca su lievissimi sentori di salsedine e rimandi alla vegetazione e alle erbe di Valdobbiadene, come la mela, la ginestra, il biancospino, il timo, il glicine, la salvia selvatica, il fico moro e il fiore di ciliegio.

Siamo orgogliosi – spiega Gianluca Bisol, presidente di Bisol1542 – di questo lavoro realizzato con i gondolieri. Venezia è una città cui siamo intimamente legati, al contempo un simbolo eroico e una meta d’élite che permette di coinvolgere amici italiani e internazionali portando la nostra convivialità anche nel mondo del turismo e dell’arte”.

Figlio delle colline eroiche patrimonio Unesco, questo brut dorato pallido con 30 giorni di fermentazione è democratico e conviviale grazie anche alla bassa gradazione, inferiore ai 10,5°. Ideale per un aperitivo, cremosità e finale erbaceo lo rendono comunque estremamente duttile negli abbinamenti e versatile nel corso della giornata. Nulla è lasciato al caso. Fresca e contemporanea è così anche l’etichetta, acquarello di gondole a firma Mimicoco Design nel solco dello stile distintivo di Bisol1542.

Nuova cantina: investimento da 1 milione di euro 

Ricerca e sviluppo, senza mai venire meno alla componente più squisitamente umana, sono da sempre priorità nell’azienda di Valdobbiadene. Tra le migliorie più recenti, tra 2021 e 2022 è stata realizzata la nuova cantina, con un investimento nel territorio da oltre un milione di euro. La Cantina dei Cru, nella parte sotterranea della sede, ospita 16 vasi da vino e 20 autoclavi in cui avvengono, con tecnologia allo stato dell’arte, vinificazioni separate di ogni vino secondo i dettami del metodo Charmat.

Ma se l’innovazione avanza, a casa Bisol tradizione e storia rimangono il fulcro dell’azienda, che ha comunque preservato e mantenuto – visitabile – la suggestiva cantina storica. In collina, di grande impatto valoriale è il vigneto simbolico in Cartizze, di proprietà della azienda, trasformato in un vero e proprio giardino ricco di essenze floreali e aromatiche autoctone.

Un luogo non solo da ammirare per colori e panorama – aggiunge Bisol – ma nel quale percepire il valore della viticoltura conservativa del nostro patrimonio. Il vigneto disetaneo, con piante tra i 2 e gli 80 anni, viene curato secondo interventi rigenerativi costanti al fine di mantenere e consegnare alle future vendemmie la struttura filologica di un perfetto vigneto eroico”.

Bisiol1542 e il Gruppo Lunelli

In un percorso di crescita comune e, al tempo stesso, di valorizzazione nel mantenimento di una forte eccellenza identitaria e storica, dal 2014 Bisol1542 è parte del Gruppo Lunelli.

Dai nostri vigneti più alti si arriva a scorgere Venezia – ha detto nel corso dell’evento di presentazione Matteo Lunelli, ceo del gruppo Lunelli – e la partnership con i gondolieri conferma il legame tra Bisol e una delle città più affascinanti al mondo in un connubio unico con la viticoltura eroica delle colline di Valdobbiadene”.

Questa collaborazione – ha aggiunto Andrea Balbi, presidente dell’Associazione gondolieri Venezia, nata oltre 1100 anni fa – dà ulteriore risalto alla storicità della categoria. Uno dei nostri obiettivi è la salvaguardia della cultura veneta, e quindi italiana, che ci fa sentire vicini al lavoro del gruppo Lunelli nei vigneti, sul paesaggio e nell’enogastronomia”.