Heineken, con il Covid crollano i ricavi: a casa 8mila lavoratori

Il colosso olandese della birra Heineken, numero due al mondo del settore, taglierà circa 8mila posti di lavoro in tutto il mondo. Lo ha annunciato il gruppo comunicando i conti annuali, chiusi con una perdita netta di 204 milioni di euro, pari a un crollo del 109% rispetto all’anno precedente.

E’ stato “un anno di interruzioni e transizioni senza precedenti”, ha dichiarato l’amministratore delegato, Dolf van den Brink. Le misure restrittive imposte per la pandemia Covid-19, con bar e caffetterie chiusi in molti Paesi, hanno causato un calo delle vendite del 17% a 23 miliardi di euro.

Heineken aveva annunciato in ottobre che era necessaria una ristrutturazione per ridurre i costi del personale, ma all’epoca non aveva fornito alcuna cifra per i licenziamenti. Fondato nel XIX secolo ad Amsterdam, il gruppo vende oggi più di 300 marchi e dà lavoro a 85mila persone in tutto il mondo.

Per l’intero esercizio 2021 la multinazionale della birra prevede che l’impatto della pandemia “prosegua per tutta la prima metà dell’anno”, per vedere poi le condizioni di mercato “in graduale miglioramento nella seconda parte”. Il gruppo prevede inoltre volatilità nei costi delle materie prime, ma, alla luce delle ricoperture effettuate, si attende un “impatto negativo delle transazioni in valuta significativamente elevato sui costi di produzione”.