Green pass: obbligatorio da metà ottobre per tutti i lavoratori

Sia nel pubblico che nel privato: dal 15 ottobre arriva il super green pass, obbligatorio per tutto il mondo del lavoro. Tamponi a prezzi calmierati e per i molecolari la validità sale a 72 ore.

 

Green pass obbligatorio – dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre – per la pubblica amministrazione e per il privato.

Un’estensione contemporanea per tutti i settori e non più graduale come era stato ventilato nei giorni e nelle settimane precedenti.

Per i trasgressori in arrivo le sanzioni: sospensione dal lavoro e dallo stipendio. Provvedimenti comminati dopo 5 giorni di assenza di certificato nel pubblico, immediatamente nel privato.  

E per chi fosse trovato al lavoro senza certificazione, le sanzioni oscillano da 600 fino a 1500 euro, mentre vanno da 400 a 1000 euro per il datore di lavoro negligente.

Una soluzione abbinata però ad una clausola di salvaguardia: l’assenza di certificazione non potrà infatti fornire il destro a licenziamenti o demansionamenti. Questo il succo del decreto.

Quanto alla vexata quaestio, ovvero quella dei tamponi, la via è quella di prezzi calmierati: 15 euro (sia antigenici che molecolari) per i maggiorenni, 8 euro per i minori.

Altra novità è la validità, che per i molecolari, su richiesta del ministro Giorgetti, si allungherà (forte il pressing delle Regioni) a 72 ore. Inoltre per i guariti dal covid, la certificazione sarà immediata già dopo la prima dose (senza l’intervallo di 15 giorni, dunque).

Non la spuntano, dunque, i sindacati che puntavano alla gratuità per i dipendenti non vaccinati (per tutti e non solo per quelli esenti per certificati motivi di salute): per il premier Draghi, infatti, si tratta di  una “richiesta inopportuna”.

Alla luce di queste discordanze di vedute, i sindacati continuano a propendere  piuttosto per l’obbligatorietà della vaccinazione. Ma per il Governo il ricorso a questa soluzione sarebbe solo un’extrema ratio, nel momento in cui non si raggiungesse il target vaccinale.