Giuseppe Lavazza: “Pronti a creare il polo italiano del caffè con Illy”

Giuseppe Lavazza e Andrea Illy

Per essere sempre più competitiva a livello internazionale Lavazza è pronta a partecipare ad aggregazioni con altri gruppi, ma “solo a patto di avere la maggioranza“. Lo dice in un’intervista all’Economia del Corriere della Sera Giuseppe Lavazza, vicepresidente (con il cugino Marco) del maggiore gruppo italiano del caffè e quarta generazione dell’azienda fondata da Luigi Lavazza. Che lascia intravedere la possibilità della costituzione di un polo italiano del caffè con l’altro colosso nazionale del settore, Illy: “Sarebbe una strada intelligente, un discorso non campato per aria. Abbiamo già collaborato su progetti comuni, conosco bene Andrea Illy”, spiega Lavazza.

Di certo, il gruppo – sotto la guida dell’a.d. Antonio Baravalle – non intende fermare il suo percorso di crescita che, solo negli ultimi due anni, l’ha portato a investire un miliardo di euro per operare acquisizioni come quelle di Carte Noire in Francia, Merrild in Danimarca, delle attività di distribuzione in Australia e dell’80% di Kicking Horse in Canada. Obiettivo: arrivare a 2,3 miliardi di fatturato in meno di quattro anni, superando il record dei 27 miliardi di tazzine servite in tutto il mondo nell’ultimo anno (erano 17 miliardi solo tre anni fa”, sottolinea Giuseppe Lavazza).

Nel frattempo, Lavazza aprirà in autunno a Milano (in piazza San Fedele) il primo “flagship” del marchio al mondo, battendo sul tempo Starbucks che sbarcherà nel capouogo lombardo l’anno prossimo. Anche se la concorrenza americana non fa paura al gruppo torinese: “La affrontiamo tutti i giorni sui mercati internazionali”.

Abbiamo contattato Illy per richiedere un commento sull’ipotesi della costituzione di un polo italiano del caffè ventilata nell’intervista da Giuseppe Lavazza.