Giovani, in 25 anni il Sud ne perde 1,6 milioni

Maggiore attrattività economica e imprenditoriale per fermare l’emorragia di giovani dal Meridione. Sangalli: puntare sul volano del turismo.

 

Continua a crescere il divario tra il Nord e il Sud d’Italia e in questa sperequazione il dato socio demografico gioca un ruolo di rilievo. La costante emorragia di giovani che da 25 anni caratterizza il nostro Mezzogiorno è infatti oggi una delle principali criticità. Su questo tema si focalizza l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio.

E’ vero che l’Italia, tra il 1995 e il 2021, ha perso complessivamente 1,4 milioni di giovani: da poco più di 11 milioni a poco meno di 10 milioni ma è vero anche che questa emorragia va essenzialmente attribuita al Meridione.

Rispetto al 1995, infatti, mancano nel Sud oltre 1,6 milioni di giovani.

E negli ultimi decenni il quadro è peggiorato anche in termini di flussi interni: mentre infatti fino agli anni Novanta l’emigrazione da Sud a Nord allargava la base produttiva delle regioni italiane più ricche e produttive, oggi dal Nord stesso si emigra verso altri Paesi.

La conseguenza? Investire nell’istruzione dei giovani italiani non basta a frenare la fuga dei cervelli: i giovani partono ugualmente, avvantaggiando altri Paesi.

Considerando che – sottolinea l’Ufficio Studi – la prima fonte della crescita ha radici nella dinamica della demografia, si potrebbe dunque arrivare al paradosso che una (seppur improbabile) risoluzione del problema della produttività potrebbe essere insufficiente se non si provvede tempestivamente a risolvere la carenza (e la fuga) di nuove generazioni.

Servono dunque più certezze per i giovani perché siano invogliati a rimanere. E il turismo potrebbe rivelarsi una leva importante.

“Le risorse del PNRR destinate al Sud, circa 82 miliardi – commenta a questo proposito Carlo Sangalli Presidente di Confcommercio–  permettono di sviluppare e innovare le infrastrutture di quest’area. E migliori infrastrutture significano anche migliore offerta turistica che è la straordinaria risorsa del meridione”.