Giappoke obbligato a chiudere dopo un giorno, richiesto in tutta Italia

E’ una storia tutta da raccontare quella di Giappoke, il format del Gruppo Giappo inaugurato un giorno prima dell’evento più inatteso della storia contemporanea nostrana: l’inizio del lockdown, con tutto quel che ne è conseguito per i ristoratori.

Ebbene a distanza di un anno, tra chiusure e riaperture a singhiozzo, ma con tanto delivery, Giappoke si appresta a festeggiare il suo primo compleanno. Nonostante tutto, il locale nato nel pieno centro del Vomero a Napoli in piazza Fuga, è diventato un punto di riferimento per gli appassionati del genere, tanto che, da questa prima apertura, si sono susseguite le richieste di affiliazione in tutta Italia.

Dopo un’attenta selezione, il fondatore del Gruppo Giappo Enrico Schettino ha quindi dato il via a una serie di aperture in tutto lo stivale che stanno dando lavoro a chef, personale di sala ed amministrativo, senza considerare l’indotto che ne deriva tra allestimenti, fornitori e quant’altro.

Il primo, in ordine di tempo, è quello di Torino a San Salvario, nel cuore della zona Baretti del capoluogo piemontese: già in queste ore infatti Schettino, che nei mesi scorsi è stato anche al fianco di Alessandro Borghese su Sky per la prima serie televisiva dedicata alla cucina nipponica, si trova a Torino per la partenza del Giappoke torinese che ha inaugurato con il solo delivery.

A seguire sbarcherà al Sud con aperture tra Sicilia e Campania, mentre sono in corso di valutazione ulteriori aperture in Lombarda e Lazio per continuare poi con il resto d’Italia.
Il segreto del successo di Giappoke? Semplice come il suo stile giovane e colorato: un incontro di ingredienti tra pesce, verdura o frutta, salse e topping che rendono ogni bowl unica e personalizzata con una serie di possibili combinazioni ma anche bao, tacos, tartare e cevice. Tutto viene consegnato con un servizio esclusivo, in box personalizzate e termiche.

Un’avventura gastronomica che trasmette al consumatore la sensazione di andare dalle Hawaii al Giappone, grazie ad un viaggio di gusto. Almeno con la testa, ci lasciano viaggiare.