Franciacorta, Bellavista non anticipa la vendemmia

L’annata 2017 è senz’altro una delle peggiori per la produzione vinicola, anche in Franciacorta, dove la gelata del 18 aprile, che ha colpito circa il 30% delle vigne in tutto il territorio, e due successive grandinate, hanno spinto molti coltivatori ad anticipare la vendemmia.

Una scelta controcorrente l’ha fatta invece l’azienda Bellavista, che ha raccolto i primi grappoli di Pinot Nero solo mercoledì 16 agosto e sta raccogliendo ora i grappoli di Chardonnay, ovvero uva bianca. A questa prima raccolta seguiranno altre due vendemmie straordinarie. “Abbiamo saputo attendere – spiega Francesca Moretti, CEO dell’azienda – e abbiamo creduto in un metodo di coltivazione della vigna che ci ha consentito di mettere in dialogo la tecnologia d’avanguardia con la tradizione più conservativa”.

Gelata e grandinate hanno messo in serio pericolo non solo il raccolto del 2017, ma la salute delle piante per gli anni a venire. Bellavista – spiegano dall’azienda – “ha reagito raddoppiando l’impegno in vigna e traendo beneficio da un pensiero d’avanguardia che essa applica da anni alla gestione dei suoli, della lavorazione delle vigne e della particolare potatura, finalizzata a rendere sana e longeva la vite“. “Abbiamo più di 40 artigiani specializzati – dichiara l’enologo Mattia Vezzola – che si occupano a tempo pieno del lavoro in vigna, ai quali si aggiungono i 12 tecnici della potatura. Quest’ultima lavorazione è in grado, da sola, di fare la differenza sulla sanità delle piante e la conseguente longevità delle vigne che in Bellavista hanno raggiunto l’età media di oltre 25 anni. Ed è proprio in virtù di questo patrimonio umano e naturale che noi abbiamo atteso che la pianta si riprendesse dallo choc e, dopo un mese esatto, le piante hanno ripreso a germogliare. A questo punto abbiamo messo in campo il lavoro di 130 persone che, in 15 giorni, hanno selezionato i migliori germogli intervenendo sui ‘capo frutto’ vigna per vigna, filare per filare. Un totale di 8.500 ore di lavoro. Tutto questo per riportare in equilibrio la vigna per i prossimi anni, perché la vitalità che abbiamo ridato ai filari colpiti dalla gelata – conclude Vezzola – porterà beneficio a tutto il patrimonio vitato”.