Franca Leosini: La qualità non basta, anche l’ambiente conta

Franca Leosini è la Signora del giallo della tv italiana, dacché nel 1994 ha lanciato le sue interviste-inchiesta Storie Maledette. L’abbiamo incontrata all’Università degli Studi di Milano, ai margini della presentazione dei palinsesti per l’autunno 2017 della Rai. Dove, all’annuncio del suo ritorno in televisione in autunno su Rai 3 in seconda serata il sabato sera, l’applauso in aula magna è stato scrosciante.

Da dove nasce la tua passione per il noir?
Sono sempre stata interessata alla cronaca giudiziaria. Nel tempo, a furia di leggere storie di crimini e di seguirne i processi, ho sentito il desiderio di capire cosa accade quando quel lato oscuro che abita in ciascuno di noi occupa con prepotenza l’anima. E ho iniziato a occuparmi più vicino di “noir”.

Quanto lavoro c’è dietro Storie Maledette?
Un enorme lavoro! Nulla è lasciato al caso. Prima di costruire una puntata studio tutte le carte del processo e indago la psicologia del personaggio. Va detto che i protagonisti di Storie Maledette non sono professionisti del crimine, ma persone normali che cadono in un vuoto.

Veniamo ai temi della rubrica Un caffè con. Il bar per te è…?
Una seconda casa, uno spazio dove mi ritaglio un momento di evasione, nonché un luogo d’incontro e di chiacchiere.

Franca Leosini, sei una cliente fedele?
Fedelissima e abitudinaria: vi dico solo che quando sono in Rai, dopo il pranzo in mensa, faccio sempre tappa fissa in un bar non lontano che un tempo era una latteria.

E che rapporto hai con il ristorante?
Non sono un’amante dei ristoranti. La verità? Li frequento più per lavoro che per piacere. Preferisco cenare a casa, nell’intimità delle mura domestiche.

Che cosa suggerisci ai gestori di bar e ristoranti per fidelizzare i clienti?
Ricordatevi che la qualità non basta. Per assicuravi una clientela affezionata dovete garantire pure un servizio accogliente e un ambiente gradevole e comodo.