Format del Fuoricasa in una città patchwork 

Tbilisi è luogo di forze giovani e progressiste, una scena vivace che si esprime anche nel Fuoricasa tra club, musica e moda che vengono a patti con un passato difficile di guerre e occupazioni. 

ARCHISTAR ITALIANE
Il “cannocchiale” progettato dallo studio Fuksas dovrebbe essere un centro espositivo ma l’inaugurazione si rimanda da anni. Però la storia racconta che qui, nei suoi “tubi”, nel 2013 è stato organizzato il primo rave party da coloro che poi crearono il Club Bassiani. E da lì tutto partì. Fuksas ha anche realizzato la Public Service Hall mentre il sinuoso ponte in vetro sul fiume Mtkvari è di Michele de Lucchi.
FABRIKA
Un po’ ostello, un po’ centro commerciale alternativo, un po’ co-working e mensa aziendale ma anche il posto dove bere un caffè specialty, mangiare un piatto veggie o un bowl e acquistare i capi dei giovani stilisti georgiani, che stanno guadagnando notorietà internazionale grazie alla Fashion Week (quest’anno dal 2 al 6 maggio): tutto questo in una ex fabbrica di abbigliamento sovietica.
STAMBA E ROOMS
Stamba è un hotel con bar e ristorante ricavato in una ex stamperia. Di grande impatto la ristrutturazione che ha lasciato la struttura di cemento armato a vista e i vecchi macchinari nella hall insieme a piante che crescono come in una serra urbana, mentre sul tetto c’è una piscina dal fondo trasparente. A lato c’è Rooms dello stesso proprietario, il vulcanico ed eclettico Valieri Chekheria.

BASSIANI E GLI ALTRI, QUI I CLUB FANNO POLITICA
La Georgia giovane, creativa e progressista fa capo alla scena dei club undergournd. Capitanata dal Club Bassiani, un cunicolo di corridoi e stanze di cemento armato sotto gli spalti della Dinamo Arena, lo stadio cittadino, che risuonano della techno suonata dai più grandi dj del mondo. Protagonista l’anno scorso di un fatto incredibile ed emblematico del momento che sta vivendo la Georgia post-URSS e post-guerra. La notte del 12 maggio 2018 reparti di polizia in assetto da sommossa fecero irruzione in due club, Bassiani e Cafe Gallery, cercando droga, arrestando otto persone (recentemente condannate a pene dai 7 ai 9 anni) e chiudendoli. Nei giorni seguenti centinaia di giovani protestarono davanti al parlamento chiedendo leggi meno repressive e più libertà personale. “Il tutto è finito in nulla, come spesso succede da queste parti – ci ha detto Tamuna Karumidze –. La marijuana è stata depenalizzata e i club riaperti dopo qualche settimana”. E il Bassiani è sempre più famoso. Ad maiora.

Tbilisi divisa tra passato e creatività