Food waste: lo spreco di cibo in Cina ora è reato

Il Parlamento cinese lo ha sancito: il food waste è ora un reato. Dopo la campagna di sensibilizzazione partita lo scorso agosto, le istituzioni compiono un ulteriore passo avanti e coinvolgono anche la ristorazione.

Ben 931 milioni di tonnellate: tanto il cibo sprecato nel 2019, secondo il Food Waste Index Report 2021.

I comportamenti peggiori sono quelli domestici, responsabili dell’11% di spreco seguono il food service (5% di scarti) e infine e il retail con il 2%. Con conseguenze, inevitabili, sullo stato di salute del pianeta.

In questo scenario globale è ancora una vota la Cina a fare scalpore, approvando in Parlamento una legge per cui lo spreco di cibo diventa reato.

Sulla base della nuova norma, inoltre, i ristoratori saranno autorizzati a far pagare i clienti spreconi, ma se invece li incoraggiano (stando alle informazioni della Tv Stato CCTV) saranno passibili di multa, che potrà ammontare anche a 10.000 yuan (1.274 euro).

Su questa linea rigorista il colosso asiatico si muove già da un po’ di tempo: come riporta bbc.com, è infatti dello scorso agosto la campagna “Clean Plate”, partita sulla scorta delle dichiarazioni del presidente Xi Jinping sul fatto che “il Covid-19 avesse  “lanciato l’allarme” sullo spreco alimentare e che quindi la Cina avrebbe dovuto “mantenere un senso di crisi riguardo alla sicurezza alimentare”. La pandemia e le inondazioni, infatti, hanno pesantemente provato il Paese sul fronte delle riserve alimentari.