Fondo perduto, circa 2 miliardi per le prime 600 mila pratiche

Bilancio provvisorio dell’operazione Fondo Perduto nel giorno in cui sono partiti i primi bonifici. Già 600 mila le domande a cui è stato dato esito positivo. I principali settori coinvolti 

600 mila partite Iva, per un totale di quasi 2 miliardi di euro (dei 11,5 miliardi stanziati per questo scopo) riceveranno a breve il contributo previsto dal Dl Sostegni a titolo di parziale indennizzo del calo di fatturato dovuto alla crisi pandemica. La notizia è stata diffusa congiuntamente dal Mef e dall’Agenzia delle Entrate. Sono state vagliate finora le domande presentate entro il 5 aprile. 

Dal 30 marzo, giorno in cui è partita l’iniziativa che si concluderà il prossimo 28 maggio, le domande presentate attraverso la piattaforma gestita da Sogei sono state circa 1 milione. Quelle soddisfatte sono quindi al momento circa il 60%. Delle 600 mila domande inoltre 100 mila partite Iva hanno optato per il credito d’imposta con compensazione tramite F24. 

L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è quello di completare gli accrediti entro il 30 aprile. A maggio potrebbe infatti iniziare una nuova fase, dettata dal decreto Sostegni bis, ancora in preparazione e dove dovrebbero trovare spazio interventi più incisivi e mirati per le piccole partite Iva che hanno perso di più. 

PRINCIPALI SETTORI BENEFICIARI 

Entrando nel dettaglio della ripartizione è il settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio-riparazione di autoveicoli-motocicli che al momento ha ricevuto la quota più consistente: 123 mila domande per 400 milioni di euro di sostegni, pari al 20,4%. Segue il settore delle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione: qui quasi 90 mila domande riceveranno oltre 420 milioni di euro, pari al 14,9%. Al terzo posto per numero di richieste le attività professionali, scientifiche e tecniche: 105 mila domande, pari al 17,4% del totale per un importo che sfiora i 170 milioni di euro.  Per questi lavoratori autonomi e professioni è la prima boccata d’ossigeno dopo il contributo a forfait di 600 euro della scorsa estate e la successiva esclusione dai Ristori (quando si è applicato il criterio selettivo dei codici Ateco). Infine sono ben rappresentate anche le attività manifatturiere con 39 mila domande, 6,5% del totale che riceveranno quasi 210 milioni. 

PROSSIMO STEP 

“Probabilmente i ristori del 2020 sono andati in buona parte a chi non ne aveva bisogno”, così ha ammesso il Ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta nel corso di un workshop organizzato dal Sose. Da qui l’esigenza di rivedere il meccanismo: con il Dl Sostegni si è quindi allargata la platea dei beneficiari, con il Dl Sostegni bis si ragiona su un parametro percentuale maggiore per le piccole partite Iva, che per via della loro dimensione hanno subìto gli effetti più negativi della crisi.