Croissant: a caccia di nuovi gusti

    Sul tema dell’offerta di brioche e croissant per i bar intervengono i responsabili delle principali aziende del settore

    Partiamo da un analisi dell’anno da poco concluso. Tutti gli opinion leader intervistati condividono il bilancio di Leandro Cariolo, responsabile marketing di Alemagna: «Il 2012 non è stato roseo: dopo anni di crescita, per la prima volta, anche sulle brioches e sulle colazioni è stata registrata una leggera contrazione. Non esistono numeri ufficiali in merito, ma è verosimile che la riduzione dei consumi si aggiri intorno al 1,5-2%. E non c’è da stupirsi: in tempi difficili come questi la gente spende con molta più attenzione». E Gaetano Di Liddo, presidente dell’azienda Lizzi, aggiunge: «La contrazione del segmento della croissanteria surgelata in Italia non troverà termine in tempi brevi; solamente un’attenta analisi produttiva e una sapiente ricerca di nuovi gusti potranno permettere alle aziende del settore di svecchiare le “stantie” abitudini alimentari quotidiane e di rilanciare i consumi». Più ottimista Fabrizio Neri, responsabile marketing della divisione Food Service di Unilever: «Siamo fiduciosi in una rapida ripresa. La prima colazione industriale può crescere ancora in virtù del più elevato livello di servizio in termini di controllo delle materie prime e di produzione, di elasticità di utilizzo e di varietà nell’offerta.

    Incuriosire l’avventore
    Occorre però puntare sull’innovazione per riuscire a incuriosire l’avventore e allargare i canali e i momenti di consumo». Che cosa dobbiamo aspettarci, quindi, in futuro? «Sicuramente un allargamento dell’offerta e l’introduzione di nuovi gusti, ma anche una maggiore attenzione per il tema del benessere, che si concretizzerà nell’uso più massiccio di ingredienti come l’integrale, i cinque cereali e il miele. Inoltre, prevedo ottime opportunità di crescita nel settore delle mini-brioches, che oltre ad assecondare le esigenze di una clientela attenta alla linea, allargano le occasioni di consumo, in quanto ideali anche come break di metà mattina o come leggera merenda», risponde Leandro Cariolo. «Concordo con i colleghi. Inoltre, ci attendiamo anche un aumento di consumo delle brioches al burro, che da un paio di anni rappresentano una nicchia ricca», puntualizza Annalisa Ferri, direttore marketing di Sammontana, leader nel mercato della croissanterie congelata con i marchi Mongelo e Professional, riuniti sotto il marchio Il Pasticciere, e i prodotti le Tre Marie.
    «Sulla lunga emergeranno i prodotti altamente innovativi e in linea con le esigenze nutrizionali e di consumo dalle prime ore del mattino. Per ottenere successo sarà poi imprescindibile anche un reparto commerciale puntuale non solo nelle consegne, ma anche nell’assistenza per la trasformazione dei prodotti», sostiene Maria Trotta, dell’ufficio marketing dell’azienda San Giorgio. Detto questo, come migliorare la partnership con i bar? «Ormai da anni gli esercenti chiedono un prodotto il più possibile finito che permetta loro la minor manipolazione, ottimizzando tempo e risorse umane. Per garantire una resa eccellente e incrementare le possibilità di vendita del barista, l’azienda deve però spiegare bene a chi conclude la lavorazione del prodotto non solo tempi e modi di decongelamento, ma anche cottura, strategie e tempistiche espositive».
    Sulla stessa linea Fabrizio Neri: «La formazione è essenziale. A tal fine Unilever organizza su scala nazionale delle lezioni di croissanteria gratuite rivolte agli esercenti dei pubblici esercizi. Non solo: abbiamo anche istituito un corso con informazioni più tecniche per trasformare i nostri venditori in veri e propri consulenti per il bar».