Covid-19, come influenzerà i nostri comportamenti futuri?

Dopo mesi di restrizioni gli italiani non vedono l’ora che sia scritta la parola fine alle misure anti-contagio, allo smart-working e alle incertezze economiche che la pandemia ha creato. Allo stesso tempo però, come spiegò il Presidente Draghi nel suo discorso d’insediamento, non sarà come riaccendere una lampadina spenta da mesi. Molte persone si sentono più povere e di conseguenza tendono a una maggiore prudenza. La necessità di riorganizzare la propria vita e il proprio lavoro crea apprensione. Si avverte una sensazione di stanchezza, associata alla preoccupazione per questioni economiche e per il futuro dei propri figli.

Non mancano tuttavia i segnali positivi. Le persone hanno ricominciato a coltivare i propri interessi. In tanti aspettavano il vaccino per poter tornare alla normalità e ora che finalmente è accessibile a tutti, possono guardare le cose da una prospettiva nuova e tornare a viaggiare. In questo nuovo inizio, c’è qualcosa a cui gli italiani proprio non vogliono rinunciare, anzi, che vogliono fortemente riprendere ad andare in vacanza.

Queste sono una parte delle considerazioni emerse dall’indagine condotta dal Centro Studi di Federalberghi, che ha intervistato online 1.410 italiani. Di seguito, una panoramica dei principali risultati.

Superare le misure anti-contagio
Le persone non vedono l’ora di liberarsi di alcune misure che sono state introdotte per ridurre il rischio di contagio. Soprattutto, non vogliono essere più tracciate nelle proprie attività (il 68,5% vorrebbe abbandonare subito la registrazione al cinema, al ristorante, etc.), avere procedure per ogni cosa che si fa (55,3%), utilizzare dispositivi di protezione individuale (47,%) ed evitare i contatti fisici (baci, abbracci, strette di mano, 43,5%). Per converso, il 74,4% pensa di continuare a igienizzare molto spesso le mani, anche se non sarà più obbligatorio.

Tornare ad avere momenti di socialità
In questi mesi abbiamo dovuto limitare la gran parte delle occasioni di socialità. Il ritorno alla normalità passa soprattutto attraverso il desiderio di tornare in vacanza (al primo posto per il 74,4% degli intervistati), fare sport (73,1%), incontrare gli altri (71,4%), andare al bar e al ristorante (67,6%) e assistere ad eventi e spettacoli (56,4%).

Riorganizzare la vita di tutti i giorni
La pandemia lascia il suo segno anche sulla routine quotidiana. Dopo l’exploit degli acquisti online, il 44,6% tornerà a preferire gli acquisti di persona, ma cercherà comunque di limitare gli spostamenti quotidiani (64,4%). Il 54,2% vorrebbe smettere subito di utilizzare lo smart-working, anche se il 60% continuerà a collegarsi a distanza con le altre persone. Il 53,1% preferirà mezzi di trasporto individuale, possibilmente ecologici (monopattino o bici, 56,4%). Controverso è il rapporto con i luoghi affollati: dalle risposte non emerge un orientamento univoco in merito all’opportunità di evitarli. Molti hanno apprezzato la possibilità di prenotare l’accesso ai servizi e la maggiore disponibilità di spazi. Per converso, code e attese rappresentano un punto critico.

Mantenere il rapporto con gli altri
I rispondenti non appaiono particolarmente preoccupati dalle conseguenze che la pandemia potrebbe avere sul proprio rapporto con gli altri. In particolare, il 74% non vede grosse difficoltà nell’adeguarsi al nuovo contesto, anche perché pensa che non mancheranno occasioni di confronto diretto (73,9%). Il 75% non avrà difficoltà a mantenere i propri rapporti personali o a fare nuove conoscenze (67,3%). Il 68,4% non ha paura di dover limitare il contatto fisico con gli altri, anche perché non pensa di essere visto come potenziale veicolo di contagio (71,5%).

Dedicare maggiore attenzione a se stessi
La pandemia e i conseguenti periodi di forzato isolamento ci hanno reso più consapevoli delle nostre esigenze. L’attenzione in futuro sarà rivolta maggiormente verso se stessi (63,3%) e verso ciò che ci circonda (75,4%). In particolare, si passerà più tempo all’aria aperta (71,2%) e si penserà maggiormente alla propria salute (73,3%). D’altro canto, la pandemia sembra averci un po’allontanati dal nostro prossimo: solo il 22% dei rispondenti prevede di dedicare più tempo agli altri e appena il 17% dichiara che si fiderà degli altri di più di quanto facesse prima.

La metodologia dell’indagine e il campione
L’indagine ha avuto luogo dal 15 giugno al 4 luglio 2021. Il questionario era disponibile online ed hanno risposto 1.410 persone. Di questi, il 51,7% era donna. L’età media dei rispondenti è di 51 anni. Il 55,5% ha il diploma di scuola secondaria di secondo grado e il 32,2% la laurea.

Fonte: Federalberghi