Coprifuoco alle 23, wedding a metà giugno: le ipotesi sul tavolo

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Riaperture graduali e ‘con la testa’: dal coprifuoco alle consumazioni al chiuso il Governo sceglie di proseguire sulla sua linea e, in attesa che si riunisca la cabina di regia, all’orizzonte si profila qualche novità.

In attesa che la cabina di regia – deputata a decidere sulle date delle riaperture e sul coprifuoco – si riunisca, si fanno più insistenti le voci di cambiamenti.

Per il wedding, per esempio, si parla di una ripresa delle attività a metà giugno, mentre i centri commerciali potrebbero riaprire nei festivi e nei prefestivi già dal 22 maggio.

Intanto, si continua a spingere per autorizzare le consumazioni al chiuso, così come le palestre, prima del prossimo 1° giugno. Sul coprifuoco, infine, si potrebbe trovare un compromesso sulle 23.

La posizione del Governo è quella di procedere con una graduale ripresa, ma ‘con la testa’ come ha consigliato il premier Draghi nel vertice di Porto.

Benché, infatti, la campagna vaccinale prosegua abbastanza spedita e i dati sui contagi e l’occupazione dei posti in terapia intensiva facciano ben sperare, si aspetta ancora di valutare l’andamento della situazione, verificando (dal prossimo venerdì) l’impatto delle riaperture del 26 aprile.

Ripensare l’Rt?

L’Rt potrebbe essere un problema: superando l’1, attualmente, si rischia infatti di passare in arancione o in rosso (Rt a 1,25), innescando – automaticamente – il sistema di chiusure preventive. Con l’attuale sistema, per esempio, già dalla prossima settimana, l’Rt potrebbe portare Lombardia, Veneto e Campania a cambiare colore.

Per questo le Regioni premono perché non venga più preso in considerazione – per l’attribuzione del colore alle singole regioni – l’Rt di diffusione del contagio ma quello ospedaliero, oltre alla percentuale dei vaccinati tra le categorie più a rischio.

E intanto, nell’ambito di questa situazione piuttosto fluida, e movimentata da posizioni dialettiche, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, lancia la sua proposta: ripensare l’utilizzo all’aperto una volta raggiunti i 30 milioni di vaccinazioni.