Coprifuoco addio, ora si discute sullo stato d’emergenza

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ph. Nicole Cavazzuti

Da lunedì 21 giugno anche il coprifuoco alla 24 (battezzato effetto Cenerentola) sarà un ricordo, in un’Italia quasi tutta in bianco con la sola eccezione della Val d’Aosta

Stop al coprifuoco, si ritorna (quasi) alla normalità. Dal 21 giugno, infatti niente più limiti orari alle uscite. E voci parlano di un prossimo au revoir anche per le mascherine. Un po’ come sta accadendo in altri Paesi europei.

Il coprifuoco la salutiamo. Le mascherine, forse. Il positivo andamento della campagna vaccinale, insieme a contagi ridotti, potrebbero portare a questa risoluzione. Solo all’aperto però e a patto che ci sia l’adeguato distanziamento…

Si stanno dunque allargando le maglie e in giornata dovrebbe arrivare anche l’ok al green pass, con le modalità di rilascio sulle piattaforme Immuni e Io (modificata secondo le indicazione del Garante alla privacy).

Dal coprifuoco allo stato d’emergenza

In questo contesto, va in direzione decisamente opposta l’ipotesi di mantenere fino a dicembre lo stato di emergenza. Proposta sostenuta dal premier Draghi, ma avversata da Lega e FdI e poco caldeggiata anche dalla stessa Forza Italia.

La conferma dello stato d’emergenza avrebbe il vantaggio di mantenere inalterato lo status quo per quanto attiene il Cts e l’operato del generale Figliuolo, in relazione alla campagna vaccinale. Un modo, insomma, di conservare agilità di movimento, anche a settembre, con la riresa delle scuole, il ritorno dalle vacanze e il (temuto) faccia a faccia con un’eventuale variante del virus (sia essa delta o qualsiasi altra lettera greca).