Consumi autunnali, l’inflazione impensierisce

Consumi in recupero, ma all’orizzonte incombe l’inflazione. Le stime di Confcommercio.

 

Luglio e agosto all’insegna dei consumi in crescita. Ma l’autunno preoccupa e non solo per la possibilità di una recrudescenza del virus. Anche alcune variabili economiche gettano delle ombre sul futuro. E questo nonostante la variazione congiunturale del 2,2%, che ha chiuso il terzo trimestre, faccia ipotizzare un Pil al 6% e quindi superiore alle aspettative.

Allo stato attuale, una delle principali preoccupazioni, sottolinea Confcommercio, è la possibilità che nel 2022 un tasso d’inflazione attorno al 3% limiti la crescita dell’attività a partire da un rallentamento dei consumi.

Scendendo nello specifico, l’associazione osserva che a settembre la variazione dei prezzi al consumo dovrebbe attestarsi al 2,7%, in netto aumento rispetto al 2,0% di agosto. Per ottobre poi, è stato previsto un rialzo a due cifre delle bollette.

E’ quindi inevitabile che tutti questi fenomeni si ripercuoteranno sulla propensione al consumo delle famiglie, anche perché gran parte dei rincari si concentrano su segmenti di consumo ai quali è quasi impossibile rinunciare.

A fare le spese di questa congiuntura saranno essenzialmente i beni, meno coinvolti, invece, i servizi, un settore in cui si sta ritornando (lentamente) ai livelli pre- covid, come evidenzia il trend di crescita intorno al 7,4%.

Tuttavia, come emerge dall’ICC (Indicatore Consumi Confcommercio), nei primi otto mesi del 2021 i consumi, sono ancora sotto dell’11,3% rispetto a due anni fa, anche se la forbice si sta chiudendo.

Dati peggiori si rilevano per i servizi ricreativi, il trasporto aereo e per gli alberghi e i pubblici esercizi.