Comune che vai, bar e ristorante che trovi

Su 8.092 Comuni presenti in Italia soltanto 150 (1,9% del totale) non hanno almeno un bar, un ristorante o entrambi. Una realtà, quella dei pubblici esercizi, ampiamente diffusa in ogni regione, in particolare nel mezzogiorno, e che non ha eguali in nessun’altra tipologia di servizio alle persone presente in Italia. Soltanto in Piemonte il tasso di presenza dei pubblici esercizi scende sotto il 95% mentre sono ben nove le regioni nelle quali neppure un solo comune è sprovvisto del servizio di bar o di ristorazione. Sotto il profilo tipologico è maggiormente diffusa la presenza dei ristoranti (93,2% dei comuni) rispetto a quella dei bar (90,8%). Un circostanza che trova la sua ragione nel fatto che soprattutto nei comuni più piccoli ed in quelli img3260turistici il ristorante svolge spesso anche l’attività di bar. Emilia Romagna e Toscana sono le due regioni in cui ogni comune è dotato di almeno un ristorante. Una differenziazione all’interno delle diverse aree geografiche del Paese sta nella prevalenza del format ristorante al nord e del format bar al sud. Osservando i tassi di presenza per tipologia e confrontandoli con i valori dei tassi complessivi si deduce che proprio nelle regioni del nord è diffusa la compresenza dell’attività di ristorante e di quella di bar all’interno della stessa impresa. La distribuzione della popolazione residente nei comuni evidenzia il forte ruolo di servizio assicurato dai pubblici esercizi su tutto il territorio nazionale. Il 24% dei comuni (1.942 unità) ha meno di 1.000 abitanti nei quali vive appena l’1,8% della popolazione pari a poco più di un milione di persone. E se alziamo la soglia a 2.000 abitanti la quota dei comuni sfiora il 45% mentre la popolazione residente non arriva neppure al 6%. Eppure nella quasi totalità di questi comuni è sempre presente almeno un bar o un ristorante ed in molti casi entrambi. Un risultato che mette in primo piano il ruolo sociale dei pubblici esercizi a fronte di risultati economici spesso modesti perché i livelli di domanda non giustificherebbero, in molti casi, l’avvio e la conduzione di un’attività imprenditoriale.