Cibo e vino, buone prospettive per il turismo enogastronomico

I risultati di uno studio del network internazionale pangea mostrano come cibo e vino siano fondamentali nella scelta dei viaggiatori

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L’enogastronomia influisce sui viaggi

L’enogastronomia è una delle ragioni per le quali i viaggiatori scelgono una determinata destinazione? Secondo lo studio realizzato in cinque paesi europei dal network internazionale Pangea, di cui l’italiana Aigo è socio fondatore, la risposta è sì. L’aspetto enogastronomico della vacanza influisce infatti nella scelta del viaggio per il 66% degli intervistati, con scostamenti anche importanti tra i paesi; si va dall’82% della Spagna al 73% del Regno Unito, al 61% dell’Italia, al 60% della Francia, al 55% della Germania.

 

Lo studio ha sottolineato anche come gli operatori pensino che il turismo enogastronomico crescerà considerevolmente per il 38%, e crescerà a buoni ritmi per il  40%. Un turismo questo che vede entrate nettamente superiori ad altri segmenti: il 45% spende in media dai 100 ai 250 euro al giorno, più dei viaggiatori culturali che si fermano ai 100 euro circa, con il 12% che spende fino a 500 euro, o il 9% addirittura oltre i 500.

Durata viaggi enogastronomici

 

Le destinazioni più richieste per paese
Le destinazioni più richieste per paese

Infine interessante sottolineare come ciascun paese abbia le sue “personali” mete enogastronomiche: gli italiani vedono Toscana, Piemonte, Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna, come le mete enogastronomiche nostrane, e Francia, Spagna e Stati Uniti quelle straniere. Italia che viene considerata meta enogastronomica da tutti gli altri paesi, meno la Germania, che indica soprattutto mete domestiche. Degna di nota la Thailandia,  sempre presente come meta culinaria per francesi, spagnoli e inglesi i quali, come regione enogastronomica preferita, indicano…Londra.