Ccnl, Fipe: “Al lavoro per aumentare la qualità dei contratti”

Sensibilizzazione sul tema e controlli più efficaci. È quanto intende fare Fipe Confcommercio in merito al progredire del dumping contrattuale, fenomeno su cui proprio in queste settimane è stato lanciato un manuale con all’interno un’analisi specifica sul Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl).

Questo manuale è nato innanzitutto con la finalità di fare una ricognizione dell’esistente – spiega Andrea Chiriatti, area relazioni sindacali, previdenziali e formazione di Fipe – E cercare dunque di capire la dimensione del fenomeno, come si sviluppa e su quali istituti contrattuali impatta. Anche perché non è solo una questione di illegalità nei confronti dei dipendenti ma è soprattutto una questione di concorrenza sleale tra aziende. Per intenderci, se io pago meno di te è come se stessimo partecipando a una gara di velocità e partissi almeno dieci metri più avanti”.

Maggiorazioni, lavoro supplementare e gioco al ribasso nel part-time

La linea Fipe – che ha redatto il manuale in tandem con Adapt – è quella di andare oltre i minimi contributivi, “oggi regolati per legge dallo Stato e che consente agli ispettori di intervenire laddove si riscontra un’evasione contributiva e quindi una retribuzione illegale”, aggiunge Chiriatti. Ciò che va analizzato e combattuto con urgenza, però, sono tutti gli altri istituti contrattuali, “soprattutto quelli di natura non economica come può essere il periodo di prova e le varie maggiorazioni come il lavoro straordinario, notturno e festivo, dove abbiamo riscontrato retribuzioni tutte inferiori a quelle previste nel nostro contratto. Per certe cose sono assolutamente necessarie verifiche certosine, specifiche”. 

Chiriatti fa l’esempio chiaro di chi esegue lavoro notturno nelle stazioni di servizio: “Basta solo immaginarlo cosa vuol dire pagare la metà, e quindi un terzo o anche un quarto rispetto al nostro 60%. È un elemento di gestione scorretta e di forte penalizzazione del lavoratore, che crea di conseguenza sfiducia nel settore. Fino alla gravità nel caso del lavoro a tempo parziale, soprattutto quello involontario, dove si crea enorme squilibrio, e nel nostro settore c’è una forte incidenza di questa tipologia di contratto”.

Emergenza controlli, si va verso i protocolli d’intesa

Step importante nel percorso di sensibilizzazione e lotta alla contrattazione collettiva pirata condotta da Fipe è l’appuntamento del prossimo 18 luglio, quando nella sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) ci sarà la presentazione pubblica del manuale “Dumping contrattuale nel settore dei pubblici esercizi”: “Coinvolgeremo tutte le istituzioni necessarie, l’obiettivo è quello di realizzare dei protocolli d’intesa con l’ispettorato per aumentare l’attenzione sulla problematica e intensificare i controlli – commenta Andrea Chiriatti – È fondamentale spingere sull’applicazione delle circolari emesse, altrimenti rimangono lettera morta. Inoltre, va incrementato il numero di ispettori ponendo attenzione a tutta l’applicazione del contratto collettivo”. 

Welfare al centro del rinnovo

Infine, working in progress per il rinnovo del testo, che copre quasi 400mila lavoratori ed è scaduto lo scorso dicembre 2021. “Stiamo seguendo una direzione precisa – conclude il responsabile dell’area relazioni sindacali, previdenziali e formazione di Fipe – Nel nostro Paese c’è uno scarso livello di produttività e vorremmo inserire dei principi anche in ottica premiale, utilizzando alcune leve come il welfare, sempre più apprezzato e richiesto in quanto ha valore sia per il lavoratore che per il datore. E ancora, stiamo ragionando sull’attrattività del settore e sulla formazione, per consentire ai lavoratori di essere più spendibili nel mercato e avere poi una retribuzione più elevata dando qualità ai contratti”.