Catering, Anbc: “Fatturati ancora giù del 90%, incentivare i consumi”

Il mondo del catering e degli eventi è senza dubbio il più colpito dall’emergenza Covid. Eventi, congressi e convention aziendali non hanno richiesta da parte del mercato e questo ha generato un crollo dei fatturati che ancora a giugno segnano un drammatico -90%.

“Il nostro settore sta vivendo una crisi senza precedenti e non si vede alcuna luce in fondo al tunnel”, spiega Paolo Capurro, Presidente di Anbc, Associazione Nazionale Banqueting e Catering federata a Fipe. “Guardiamo con interesse alle misure che, a quanto pare, saranno nel prossimo decreto agosto. Ci sembra assolutamente giusto mettere in campo un’azione forte per incentivare i consumi attraverso l’istituzione di un bonus che rimborsi del 20% chi va a cena o a pranzo in un ristorante. Chiediamo di allargare, con i dovuti accorgimenti, questa misura al mondo del catering. Questo potrebbe dare una spinta alla ripresa, in molti casi troppo lenta, nel nostro ancora quasi inesistente”.

“Un provvedimento del genere, unitamente a quelli suggeriti in occasione della richiesta dello stato di crisi per il settore, darebbe ossigeno ai nostri imprenditori”, continua Capurro. “Ribadiamo, quindi, come siano altrettanto urgenti una proroga del Fondo di Integrazione Salariale fino al 31 dicembre 2020 per il sostegno al reddito dei lavoratori e interventi economici e fiscali, compresi interventi sul cuneo fiscale”.

“Infine – conclude Capurro – sento di dover fare una ulteriore raccomandazione alle Istituzioni sulla necessità di maggiori controlli, in particolare sulle abitudini dei giovani. I nostri eventi sono quelli sottoposti ai controlli più rigidi e non diciamo che non sia giusto, ben venga ogni tipo di prevenzione a tutela dei nostri clienti! Ma perché le regole non sono uguali per tutti? Le scene di mala movida sono ormai quotidiane e rischiano di provocare una nuova impennata dell’epidemia. Non possiamo rischiare un nuovo lockdown e perdere anche quel poco che ci rimane e la speranza di una ripresa nel 2021. Sarebbe senza dubbio una catastrofe. Siamo tra i pochi a rispettare tutte le regole e vorremmo evitare che i nostri imprenditori paghino le colpe di altri”.