Caro energia, Sangalli: “Ora necessario ridurre l’Iva al 10%”

Servono misure strutturali, in primo luogo sul versante della fiscalità energetica. Lo dice il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, auspicando che per le imprese del terziario di mercato l’aliquota Iva applicata per le bollette elettriche vada almeno ridotta dal 22% al 10%.

In questo modo, sottolinea Sangalli, l’imposta verrebbe allineata a quella già prevista per gli altri settori produttivi e per le famiglie, riducendo così le perdite a cui stanno andando incontro numerose categorie.

Basti pensare che per commercio e turismo si stima un’impennata della bolletta elettrica da 7,4 miliardi di euro nel 2021 a 13,9 miliardi di euro nel 2022, mentre la bolletta del gas dovrebbe lievitare da 3,9 miliardi a 6 miliardi“, ha proseguito il presidente di Confcommercio.

Intanto, secondo un report di Assoutenti, il caro energia sta facendo sentire i suoi effetti anche per i consumatori. Gli aumenti delle bollette di luce e gas scattati a gennaio – si legge in una nota – hanno infatti comportato un aumento dei costi in capo a imprese, attività ed esercizi commerciali, “che vengono scaricati sui consumatori finali attraverso i prezzi al dettaglio e che potrebbero determinare di questo passo una maxi-stangata da 38,5 miliardi sulle tasche delle famiglie”.