Cantina Girlan, tanti gli obiettivi da raggiungere nel 2022

Nata nel 1923 dall’iniziativa dei primi 23 viticoltori, oggi Cantina Girlan è formata da 200 famiglie socie che conducono 220 ettari che si trovano all’interno di zone di grande prestigio viticolo nell’Oltradige e nella Bassa Atesina.

“Il quotidiano lavoro delle nostre famiglie socie rappresenta per noi un valore imprescindibile e guida tutte le nostre decisioni finali – spiega Oscar Lorandi, eletto presidente di Cantina Girlan lo scorso 24 novembre 2021, carica che si affianca a quella di direttore. Il loro benessere corrisponde a quello delle nostre vigne e, infine, al valore e all’originalità che poi è possibile riconoscere all’interno di tutti nostri vini. Questa grande coesione presente all’interno della nostra base sociale ci consente di proseguire il percorso lungo il sentiero della sostenibilità che abbiamo intrapreso ormai da anni e di riuscire a gestire internamente situazioni complicate, come l’emergenza pandemica”.

Cantina Girlan produce annualmente circa 1.350.000 bottiglie che vengono distribuite per il 75% in Italia e per il 25% all’estero. “Siamo presenti in quasi 40 paesi e nel 2022 vogliamo consolidare ulteriormente la nostra presenza nei principali mercati esteri. In Italia tutti i vini delle nostre 4 linee – Classici, Vigneti, Flora e Solisti – sono destinati sia al mondo HoReCa che alle enoteche specializzate, due canali che ci chiedono qualità di grande livello e soprattutto riconoscibilità con i vitigni di partenza e le nostre differenti microzone”.

Un approccio, quest’ultimo, ben sintetizzato dal percorso che Cantina Girlan ha intrapreso intorno al Pinot Noir, vitigno passato dagli iniziali 20 ettari agli attuali 40. “Ottenere grandi Pinot Noir dalle microzone di Girlan, Pinzon e Mazon è una sfida che nel 2022 sarà ancora più centrale per tutti noi”. Inoltre, i recenti riconoscimenti che la Cantina ha ricevuto da parte della critica con i vini ottenuti dal nobile vitigno borgognone confermano la forza di questo ambizioso progetto. “Come emerge da una recente analisi effettuata dal quotidiano Dolomiten, cinque guide italiane di settore su dieci, nelle ultime edizioni, hanno assegnato il massimo riconoscimento al Pinot Noir Riserva Trattmann 2018, che si rivela quindi il vino rosso più premiato dell’Alto Adige. Questo risultato ci dona ulteriore fiducia a proseguire nel nostro percorso”.

“L’obiettivo generale – conclude Lorandi – è quello di perseguire con forza la filosofia dell’autenticità e dell’originalità in tutti i nostri vini, con altre varietà internazionali che alleviamo nei nostri vigneti, come Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon, e con un autoctono come la Schiava, vitigno in grado di sorprendere se allevato con grande attenzione e nei territori più vocati, come nel caso del nostro Gschleier”.