Breve guida al calcolo online della propria pensione

Se ne parlava da anni e dal 1° maggio è operativo il sistema di calcolo online che l’Inps ha approntato per simulare quanto si prenderà al momento di andare in pensione. Nella pratica, trattasi di un simulatore che tiene conto dei contributi versati all’Inps e dei parametri macroeconomici che concorrono a determinare l’età pensionabile e l’importo della pensione (es. andamento del PIL, aspettativa di vita certificata dall’Istat). In cosa consiste il servizio? L’utente, dopo essersi registrato sul sito Inps e aver ottenuto il PIN personale, collegandosi a questo link  potrà:

  • controllare i contributi che risultano versati in Inps e accedere, eventualmente, al servizio di segnalazione contributiva per comunicare all’Inps i periodi di contribuzione mancanti;
  • conoscere la data in cui si matura il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata;
  • calcolare l’importo stimato della pensione (a prescindere dall’andamento dell’inflazione);
  • ottenere una stima del rapporto fra la prima rata di pensione e l’ultimo stipendio (detto “tasso di sostituzione”).

Per confrontare diversi scenari e operare le scelte per costruire la propria futura pensione, il servizio consente di effettuare differenti simulazioni, modificando:

  • la retribuzione dell’anno in corso e l’andamento percentuale annuo, per verificare come retribuzioni diverse possano incidere sull’importo della futura pensione;
  • la data di pensionamento, per stimare l’effetto economico di un posticipo;
  • una combinazione delle due variabili retribuzione e data di pensionamento.

Chi può utilizzarlo? Il servizio viene messo a disposizione dei lavoratori con contribuzione versata al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, alle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (Artigiani e Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e alla Gestione Separata, con rilasci successivi per fasce di età:

  • dal 1° maggio, ai lavoratori sotto i 40 anni;
  • dal 1° giugno, ai lavoratori sotto i 50 anni;
  • dal 1° luglio, ai restanti lavoratori.

Dal 2016 il servizio sarà disponibile anche per i dipendenti pubblici e per gli altri lavoratori con contribuzione versata nei diversi fondi e nelle gestioni amministrate dall’Inps. Ricordiamo che trattasi di una simulazione che non ha alcuna valenza certificativa! Non a caso il calcolo dell’assegno è basato su una crescita del reddito presunta del 1,5% annuo, molto approssimata! Quindi bisogna fare attenzione a quanto emergerà dal software e se ci saranno elementi mancanti o inesatti (dati anche dall’enorme mole di dati gestiti), converrà recarsi presso la sede Inps di competenza per appurarli.

Studio Walter Pugliese

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