Bonus fiscale ristoranti, appello di Fipe e grandi chef a Matteo Renzi

Venti miliardi di euro di consumi turistici, la seconda motivazione di scelta dell’Italia, l’elemento di maggior successo durante il soggiorno. È il biglietto da visita con cui la ristorazione si presenta sulla scena della competizione globale per contribuire a mantenere e migliorare la quota di mercato dell’Italia nel turismo mondiale, considerando che nei prossimi anni il numero degli arrivi internazionali passerà da 1 a 1,4 miliardi. Al riconoscimento dei turisti e del mercato si aggiunge ora quello del Governo che, proprio nei giorni scorsi per bocca del presidente del Consiglio, si è espresso a favore dell’estensione ai ristoranti del bonus fiscale sugli investimenti per ristrutturare e digitalizzare le imprese.

“Finalmente un provvedimento che andrebbe oltre il significato economico e le convenienze che saprà generare – commenta il presidente di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi Lino Enrico Stoppani – perché sarebbe la dimostrazione di una concreta attenzione verso il settore che da sempre lamenta difficoltà e richiede interventi di sostegno, per rafforzare il suo importante ruolo, non solo economico, ma anche sociale, culturale e di immagine per il Paese. Rilanciamo le parole del Presidente del Consiglio e sollecitiamo Governo e Parlamento a trovare le necessarie coperture nella prossima legge di stabilità”.

La necessità di ammodernare le strutture, anche con impianti ed attrezzature più avanzati, e di puntare con decisione sull’innovazione tecnologica per intercettare le esigenze di un turista sempre più social, richiede investimenti importanti che le imprese da sole non possono fare. Prevedere incentivi sotto forma di bonus fiscale, dunque non polverizzati, per gli investimenti nel settore, può avviare un percorso virtuoso che darà vantaggi ai turisti in termini di maggiore qualità e creerà più valore aggiunto per l’intera filiera.

A Stoppani fanno eco Claudio Sadler, Antonio Santini e Massimo Bottura, rispettivamente presidente e vice presidenti dell’associazione dei grandi chef e titolari di ristoranti d’eccellenza Le Soste. “Certamente il successo internazionale della nostra cucina sta favorendo una maggiore considerazione verso il settore, ma avvertiamo il bisogno di atti concreti perché le nostre sono imprese, oltre a fare molto per l’immagine dell’Italia nel mondo, investono e creano posti di lavoro. Al Presidente del Consiglio chiediamo di avere coraggio e di credere in noi”.