Biliardini come il gioco d’azzardo: multe se manca l’autorizzazione

Biliardini e calciobalilla come i videopoker. Un nuovo decreto, entrato in vigore dallo scorso primo giugno, stabilisce che gli apparecchi da gioco debbano essere regolamentati da autorizzazione anche se non erogano vincite economiche.

In questo modo – recita il documento approvato dalla direzione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – anche i giochi di simulazione calcistica a manopola devono essere dotati di nulla osta a seguito di autocertificazione e successivamente andranno sottoposti a procedura di omologazione. Un procedimento che, attaccano le associazioni di categoria come Sapar, costringe i gestori dei locali dove si trovano gli impianti a sostenere ulteriori costi, che potrebbero convincerli a eliminare i biliardini dalle loro sale.

Piuttosto alte, infatti, sono le sanzioni previste per coloro che non rispetteranno la legge: 4000 euro, già sborsati dal titolare di un lido di Santa Margherita di Savoia, nella provincia di BAT, in Puglia, sicuramente non contento per essere stato il primo in Italia a cui è stata elevata la prima multa.

Non solo, secondo quanto dichiarato dal portale mondobalneare.it che raccoglie la voce dei gestori degli stabilimenti balneari, fino allo scorso anno i calciobalilla erano esentati dal pagamento dell’imposta sugli intrattenimenti (Isi), solitamente applicata ai giochi a pagamento con vincita di premi. Ora, invece, la svolta: anche i locali in possesso di biliardini e flipper debbano versare la tassa, che ammonta all’8% dell’imponibile medio forfettario oltre al limite Iva.