Bevande alcoliche: a vincere saranno prodotti premium e low alcol

E’ stata una crescita in valore più che in volume quella che ha accompagnato le bevande alcoliche nel corso del 20221. Lo dicono i dati dell’IWSR Drinks Market Analysis, secondo cui il comparto ha raggiunto negli ultimi dodici mesi la cifra di 1.170 miliardi di dollari.

Più nel dettaglio, la crescita è stata del 12% per quanto riguarda il valore su scala globale, un incremento che ha compensato le perdite di valore del -4% dovute al Covid nel 2020. Il volume totale di alcol è invece cresciuto del 3% nel 2021, dopo le perdite del 6% nell’anno precedente.Esaminando il settore in 160 paesi in tutto il mondo, l’IWSR prevede una crescita del volume annuo superiore all’1% nei prossimi cinque anni.

I nostri ultimi dati mostrano segnali incoraggianti sul continuo recupero delle bevande alcoliche“, ha affermato Mark Meek, CEO di IWSR Drinks Market Analysis che sottolinea anche la resilienza dell’alcol e lo status di un lusso accessibile, poiché la crescita del valore supera significativamente la crescita del volume: “Il mercato è rimbalzato molto più rapidamente del previsto e, in termini di valore, il 2021 è ora al di sopra del 2019”.

E’ la premiumizzazione a crescere senza sosta e anche l’e-commerce di bevande alcoliche continua la sua scalata, anche se a un ritmo più moderato. Altra tendenza significativa è quella delle bevande a basso grado alcolico che registrano un aumento costante di vendite. Per i prossimi due anni si prevede un aumento dei volumi rispetto a quelli del 2019.

Birra, sidro e liquori non hanno ancora raggiunto le stesse cifre pre pandemiche, ma hanno tutti raggiunto o superato i livelli del 2019 in termini di valore. Discorso che vale anche per il vino, anche se quest’ultimo sembra proiettato su una traiettoria discendente. I volumi globali di vini fermi, infatti, sono diminuiti del -2% nel 2021, ma il valore è aumentato del +5%, perché la tendenza “less but better” continua ad essere alla base dei trend di consumo della categoria. Diversamente va per gli sparkling, che hanno registrato notevoli incrementi, in concomitanza con l’abolizione delle restrizioni Covid e con la voglia di tornare a festeggiare e brindare.

All’atto pratico, lo Champagne ha registrato una crescita in volume del +24% nel 2021, mentre gli altri spumanti sono aumentati del +7,5%. È la fascia di prezzo premium a tirare la volata – bottiglie dai 10 dollari in su – che è cresciuta in valore del 12 per cento nel 2021 e si prevede un aumento in valore del 16 per cento nel periodo 2021-2026.

Fautori di questa performance sono i Millenials che hanno guidato il rimbalzo dei consumi globali lo scorso anno, grazie a una maggiore capacità di spesa, alla voglia di sperimentare e al concetto “meno ma meglio”. La fascia compresa tra i 25 e i 40 anni di età – più una parte della cosiddetta Generazione Z – spende di più in Paesi quali Australia, Svezia, Stati Uniti e Regno Unito.