Bar e ristoranti, arriva il contratto di rioccupazione: luci e ombre

contratto di rioccupazione

L’incentivo all’assunzione di disoccupati può essere richiesto entro il 31 ottobre e vale per un massimo di sei mesi. Esclusi coloro che sono in cassa integrazione. 

Bar, ristoranti, strutture turistiche stanno per ripartire. Ai blocchi di partenza non si pensa solo ad acquisire materie prime, beni necessari all’attività ma si è anche alla ricerca del personale da reimpiegare e assumere. 

Si guarda quindi favorevolmente alla misura appena varata dal governo nel decreto Sostegni bis con il contratto di rioccupazione che garantisce uno sgravio contributivo di 6 mesi per un totale di 3.000 euro, in pratica 500 euro al mese. Questo per l’assunzione di un cameriere assunto (contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato) con il 4° livello del Cnnl Pubblici Esercizi si traduce in uno sconto del 21,7%. 

Il decreto però pone dei vincoli che occorre rispettare pena la perdita del beneficio. Le assunzioni devono avvenire entro il 31 ottobre, si possono assumere solo lavoratori in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19 del Dlgs 150/2015 ed è richiesto un piano individuale di inserimento che assicuri l’adeguamento delle competenze professionali, ovvero un piano formativo.  

Inoltre la misura come gli altri incentivi all’occupazione varati a gennaio con la legge di Bilancio, richiede l’autorizzazione europea e considerando che lo sgravio under36 e quello per le donne svantaggiate non sono ad oggi ancora applicabili, è facile intuire come “il termine del 31 ottobre riduce drasticamente la possibilità di usare l’incentivo” come ha fatto notare Pierangelo Albini, direttore dell’area lavoro, welfare e capitale umano di Confindustria. 

Infine se durante o al termine del periodo di inserimento interviene il licenziamento collettivo o individuale per giustificato motivo oggettivo del lavoratore si ha la revoca dell’esonero con relativo recupero dei contributi.