Bambini e cibo spazzatura: l’Oms lancia l’allarme sulla pubblicità online

Spesso cacciata dai media tradizionali, la pubblicità di cibi spazzatura ‘risorge’ su quelli digitali. Lo afferma un rapporto dell’ufficio europeo dell’Oms, che chiede ai governi di intervenire per regolare la materia secondo il quale i bambini sono esposti a cibi ricchi di grassi, sale e zucchero e i genitori ignorano le tecniche di marketing “sofisticate e coinvolgenti” che le aziende usano sul web. Le tecniche a cui fa riferimento l’Oms – spiega l’Agi – sono, ad esempio, le promozioni sui social e gli advergames, ovvero i giochi online che contengono messaggi pubblicitari sui prodotti. Ma anche l’uso di tecniche di geolocalizzazione, che permettono alle aziende di invitare i ragazzi nei negozi dove si vendono i prodotti. Questi metodi consentono di raggiungere i bambini in modo più invasivo e coinvolgente, scavalcando il controllo dei genitori. E i numeri supportano la tesi. Uno studio britannico ha scoperto che il 73% degli adolescenti segue i propri marchi preferiti sui social media, il 62% clicca sui banner pubblicitari e il 57% fa acquisti mentre gioca o utilizza un’app.