Arriva il test a basso costo per smascherare le frodi alimentari

Un test genetico semplice e a basso costo in grado di smascherare frodi alimentari: lo ha elaborato – in collaborazione con l’università di Milano Bicocca – il gruppo Nanobiointeractions & Nanodiagnostics dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit),, che lo ha presentato in uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Angewandte Chemie.

Il test genetico semplificato, denominato NanoTracer, è stato sviluppato dal team di ricerca guidato da Pier Paolo Pompa e permette la tracciabilità genetica del cibo, individuando i codici a barre genetici, frammenti di Dna che identificano univocamente una specie e forniscono, in poco più di due ore e con strumentazione minima, un risultato colorimetrico facilmente interpretabile a occhio nudo.

“Grazie a questa tecnologia – spiega Paola Valentini, ricercatrice dell’Iit e prima autrice dello studio pubblicato su Angewandte – è possibile anche per personale non specializzato riconoscere in poco tempo se ad esempio ci troviamo davanti a un pesce persico o a un pangasio oppure a zafferano puro o mischiato a altre spezie meno nobili. Nel caso dello zafferano riusciamo a identificare anche piccole quantità, vicino all’1% di spezia falsa”.

Il test è applicabile a qualsiasi alimento, ha un costo di circa 10 euro e richiede una strumentazione semplice. La tecnologia ha già suscitato l’interesse alcune realtà di rilievo in campo alimentare che stanno valutandone l’utilizzo sperimentale e potrebbe arrivare sul mercato in pochi anni. Per trasformare la ricerca in prodotto commerciale, infatti, il team dell’Iit sta costituendo una startup che inizialmente offrirà questa tecnologia alle aziende dotate di piccoli laboratori di controllo qualità, ma in un secondo momento si rivolgeranno anche al piccolo produttore, che potrebbe avere in tempo reale l’analisi genetica dell’ingrediente che sta acquistando.