Appena lanciati al Roma Whisky Festival (Parte 2). Video

In questo video servizio ti mostriamo Rinaldi 1957, Pellegrini S.p.A., Velier e altre novità lanciate al Roma Whisky Festival. Se non hai ancora visto il primo servizio, clicca qui.

Roma Whisky Festival

I nuovi Paesi protagonisti del Roma Whisky Festival

Vi abbiamo già segnalato che cresce l’interesse per il whisky francese, per molti il prodotto ideale per avvicinare a questo distillato i neofiti. Lo pensa tra gli altri Davide Monorchio (Pellegrini S.p.A.) che in catalogo ha i whisky della Distilleria alsaziana Miclo, fondata nel 1962, rinomata per le sue acqueviti e per i suoi liquori di frutta.

La produzione di whisky iniziò nel 2016. Miclo fu la prima distilleria della regione a proporre whisky torbati. I Welche’s Whisky Single Malt, invecchiati in botti in precedenza usate per l’affinamento di grandi vini francesi, hanno indicazione geografica (igp) Alsace. Tutte le fasi produttive (maltazione dell’orzo, macinazione, fermentazione, distillazione, invecchiamento, imbottigliamento) vengono effettuate all’interno della distilleria e lo stesso orzo viene coltivato in Alsazia“, spiega Monorchio.

Tra chi crede nel whisky francese c’è pure Rinaldi 1957 che si è aggiudicata la distribuzione dei whisky Rozelieures prodotti nella regione della Lorena, famosa per la qualità dell’acqua minerale, per il vulcano Essey-la-Côte e per le terre calcareo-argillose ideali alla coltivazione dell’orzo.

I whisky Rozelieures sono Single Malt dall’identità chiara ma differenti uno dall’altro in base al malto utilizzato (più o meno torbato) e alla tipologia di botti che ospitano il distillato”, spiega Gabriele Rondani, direttore marketing e comunicazione di Rinaldi 1957.

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Roma Whisky FestivalEsplosione di gusto e d’artigianalità al Roma Whisky Festival

Scozia, Irlanda, Stati Uniti e ormai anche Giappone sono i Paesi di riferimento del whisky. Nulla di nuovo. La novità è l’interesse crescente per distillati artigianali, piccole produzioni, craft distillery. Così Rinaldi 1957 ha introdotto in portfolio per esempio i whisky di Arran, isola della Scozia ricca di contrasti, con profonde valli, montagne, brughiere. Un paesaggio che evoca quello delle Highlands. La parte meridionale invece è una zona con paesaggi più morbidi e colline più dolci, simile agli scenari delle Lowlands. Grazie a posizione e abbondanza d’orzo e d’acqua Arran aveva una lunga tradizione di distillerie e distillatori. Anche (se non per lo più) illegali: ai tempi, sfruttavano la vicinanza a Glasgow e la natura selvaggia dell’isola per distillare whisky lontani dagli occhi degli esattori di Sua Maestà. Poi ci fu la crisi e la conseguente chiusura di tutte le distillerie.

In questo scenario, la distilleria Arran è stata la prima distilleria legale a riaprire sull’isola dopo 160 anni e a lanciare nel 1995 il suo primo whisky“, ricorda Rondani.

Roma Whisky FestivalBiologico, sostenibile e green

I segnali sono evidenti: aumentano le bottiglie con la certificazione di produzione BIO. Un esempio su tutti, i prodotti della Koval Distillery, la prima distilleria artigianale costruita a Chicago dai tempi del Proibizionismo, distribuita in Italia da Pellegrini S.P.A

Giapponesi torbati al Roma Whisky Festival

Che i whisky giapponesi siano di moda è noto. Anche perché sono facili da bere, in genere. Ma adesso qualcosa sta cambiando. E non di poco. Ne abbiamo parlato con Giacomo Bombana, che ci ha presentato le ultime novità di casa Velier.

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