Apparecchiature per la ristorazione: necessario piano di incentivi

Per ripartire e ridare slancio alla filiera serve un percorso di ammodernamento delle apparecchiature per la ristorazione, in linea con i propositi del Recovery fund.

In quest’anno che non dimenticheremo mai non solo bar, ristoranti e pizzerie hanno dovuto confrontarsi con chiusure aperture, lavoro a mezzo servizio, pesanti cali sul fatturato. Tutta la filiera ne ha risentito. È il caso per esempio delle 170 aziende, per lo più di piccole e medie dimensioniche producono e commercializzano apparecchiature per la ristorazione professionale. 

A tracciare un bilancio e avanzare proposte è Andrea Rossi, presidente di Efcem, l’associazione di categoria, sulle pagine del Sole24Ore“I lockdown subiti hanno lasciato il segno. Un associato su 10 ha chiuso l’anno con ebitda negativo. 

Anche questo settore ha ricevuto indirettamente aiuti e sostegno dal governoIn particolare 2 milioni di euro sotto forma di bonus chef, ovvero un credito d’imposta del 40% per l’acquisto di beni strumentali. Lamenta però Rossi “che mancano ancora i decreti attuativi”. E il ritorno alla normalità, per la maggior parte degli associati (76%) richiederà almeno 18 24 mesi. 

Da questa situazione nasce l’dea di sviluppare e presentare al governo una proposta. Sulla falsariga di quanto fatto negli anni scorsper l’industria manifatturiera italiana. “Si tratterebbe di incentivi legati alla connettività e al risparmio energetico, in linea con gli obiettivi del Recovery fund – precisa Rossi. 

Il tutto avverrebbe in un momento propizio: “Il parco installato nel nostro comparto è abbastanza vetusto, con una media di 7-8 anni e punte massime di 14 anni”. L’auspicio è che il piano di incentivi possa fare da volano per tutto il sistema, innescando un circolo virtuoso a vantaggio della filiera.