Amburgo, dai Beatles ai dj la musica impera

Amburgo è un ossimoro, una stranezza, la città che non t’aspetti. Non così, non in quel luogo. È un porto, il terzo d’Europa per traffico merci, ma dista 100 chilometri dal mare, e banchine, gru e cantieri si affacciano su un fiume, l’Elba. Si trova nella Germania del Nord, ricca e austera, industriosa e tecnologica, ma la sera le sue strade si accendono di luci, musica e gente, come in una Las Vegas votata al puro divertimento. Il centro è moderno e pulito, con quelle architetture di vetro e acciaio un po’ asettiche tipiche delle città tedesche, ma conserva ancora affacciate sui canali (attraversati da qualcosa come 2.500 ponti) parte degli antichi magazzini in mattone rosso, che richiamano un po’ una Venezia industriale (quella del Mulino Stucky) un po’ la Londra dei Docks. E poi c’è la musica. Ci aveva avvisato prima di partire Andrea chitarrista e promoter italiano che qui ha vissuto e ci ha lasciato un pezzo di cuore: “Amburgo è una città dalle due facce. Elegante, ricca e borghese nel suo centro. Selvaggia, punk, sfacciata e irriverente nei suoi quartieri più alternativi, St. Pauli e Sternschanze. Entrambi sono pieni di locali di tutti i tipi e in molti si fa musica dal vivo, specie nel weekend. Per la scelta, bisogna farsi guidare dal cuore, dall’istinto e – anche – dal barman”. La musica ad Amburgo è presente in tutte le forme e ovunque. Quella “alta”, classica e sinfonica, da gennaio 2017 ha il suo tempio nella bizzarra Elbphilarmonie. Già diventata il simbolo della città, ha tre sale concerti dall’acustica perfetta dove si esibiscono regolarmente orchestre di musica sinfonica e da camera ma “sono gradite le eccezioni alla regola”: jazz, world music, pop e cantautori. E poi risuona in decine di locali e bar, pub e festival all’aperto (nove nel corso dell’anno, dal jazz alla indie alla musica unplugged sui tetti), negozi di dischi, mercati e sale concerti di ogni dimensione e foggia.

DUE VIE AL CENTRO
Nel quartiere St Pauli, la Reeperbahn e la Große Freiheit, una sorta di cardo e decumano del divertimento, la sera si animano di migliaia di persone di tutti i generi, come di tutti i tipi sono i locali che vi si trovano. Dal pub per famiglie in legno che sembra un antico galeone al locale trendy che propone raffinatissimi minicocktail-degustazione (il Chug Club) alla cantina con volta in mattoni specializzata in whisky (Brachmanns). Sono queste le vie dove tutto è partito. Qui infatti c’era – e c’è ancora – il quartiere a luci rosse della città, con giganteschi e chiassosissimi strip club che buttano musica sgangherata sulla strada. In due locali ancora attivi della Große Freiheit (grande libertà, tanto per non dar adito a dubbi), l’Indra e il Kaiserkeller / Große Freiheit 36, nel 1960 mossero i primi passi verso la fama mondiale i Beatles. Ma la città non si è certo fermata: l’altro club dove suonarono i Fab Four (che allora erano in 5), il Moondoo, è oggi un club trendy dedito alla musica elettronica. Perché sono i dj le nuove star della notte amburghese.

MUSICA OVUNQUE
La musica ha occupato ad Amburgo ogni tipo di edificio, bar, club, area. A nord di St Pauli, Sternschanze è un quartiere bohemien che alterna centri sociali (il più storico si chiama Ankle e per salvarlo dalla chiusura sono scesi in piazza tutti gli abitanti del quartiere), bar trendy ricoperti di graffiti, piccolissimi locali che fanno musica live sotto i tunnel della metropolitana. Magazzini sul canale e fabbriche, ma anche il più spettacolare e inquietante di tutti, Uebel & Gefährlich, un bunker di cemento armato della seconda guerra mondiale oggi rinato come spazio per concerti e performance live.


OLTRE LA MUSICA, C’È L’ESPERIENZA

Se è certo vero che la musica su supporto langue, che il digitale impera e i cd stanno scomparendo, anche se il vinile ritorna – ma di nicchia – Amburgo dimostra che la musica dal vivo è più viva che mai. Postata e fotografata, ma anche vissuta per quell’esperienza unica di assistere a un concerto o una manifestazione live. Specie se l’approccio è multimediale come spiega Katharina Lauer di Fabrik, locale che dal 1971 occupa una ex fabbrica di automobili. Su tre piani ospita oltre 200 eventi l’anno che “unificano le più varie forme di cultura: concerti la sera e nel weekend, conferenze, spettacoli teatrali, mercatini delle pulci e alimentari. Durante il giorno in settimana ci sono i corsi per bambini e adolescenti (ceramica, graffiti, disegni, cucito ma anche skateboard, arrampicata, calcio e basket, giardinaggio e digital media)”. E pure doposcuola e l’indispensabile internet café. Risultato? “Con questo ampio spettro di eventi per ragazzi che vivono nel vicinato siamo frequentati da gente di tutti i tipi di interessi ed età, dagli 8 agli 88 anni”.

LA NOTTE FINISCE AL MERCATO
La notte del sabato sera finisce al mercato vittoriano sul fiume, il Fischmarkt, dove, dalle 5 alle 9 mattino, il popolo della notte che esce dai locali incontra la gente che si alza per fare la spesa al mercato, c’è una live band che suona rock e si balla, si canta, si beve, si mangia, si fa colazione, si fa la spesa. Insieme alle famiglie uscite di buon’ora dopo aver fatto acquisti di ogni tipo al gigantesco mercato lungo le banchine. È la chiusura del cerchio e Amburgo anche qui riesce a riunire gli opposti, che convivono, capelli colorati e piercing di fianco a passeggini e donne velate. Nel nome, ancora una volta, della musica, linguaggio universale.


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