Amaretto Adriatico, sapore di Puglia fra terra e mare

La territorialità e la tradizione sono di moda. Nel mondo food come in quello della mixology. E visto che sono leve importanti nelle decisioni di acquisto e consumo degli spirit, si moltiplicano i prodotti nel segno del local e – spesso – della storicità. E dopo l’esplosione di gin e vermut made in Italy, ora le aziende puntano su amaro e amaretto.

Ne sono prova prodotti come il nuovissimo Amaro Artista dell’azienda livornese Euphoria, come la crema all’amaretto Velvet di Disaronno e come l’Amaretto Adriatico, tra i primi a uscire sul mercato nel 2018.

L’anima del prodotto è la Mandorla Filippo Cea, la cui lavorazione segue un processo unico: dopo la raccolta a mano nella campagna pugliese, le mandorle vengono tostate a lungo prima di essere macerate e quindi distillate, segue un’infusione con vaniglia, cannella, cacao e caffè che viene arricchita con zucchero di canna e un pizzico di sale proveniente dalla salina Margherita di Savoia.

Nato da un’idea imprenditoriale di Jean-Robert Bellanger, ex manager del colosso francese del lusso Lvmh, innamorato dell’Italia e dei suoi prodotti grazie anche alle origini della madre, Amaretto Adriatico è disponibile in due versioni: Roasted, più deciso e classico e Bianco, più morbido e leggero.

Può essere acquistato in alcuni selezionati locali in Italia e Francia ma anche online sul sito ufficiale.