Amadori: arriva la nuova linea plant based “Ama Vivi e Gusta”

È un mercato in grande ascesa, quello dei prodotti vegetali, che in Italia negli ultimi anni ha visto una costante crescita sia a valore (113 milioni di euro nel 2021, +25% sul 2019) sia a volume (8.651 tonnellate nel 2021, +23% sul 2019).

I dati, davvero interessanti perché confermano il trend verso il plant based anche nel nostro Paese, li ha snocciolati Christian Centonze, Consumer Intelligence Sales Leader di NielsenIQ alla presentazione della nuova linea veggie, “Ama Vivi e Gusta” lanciata dal Gruppo Amadori e disponibile da giugno sia per l’HoReCa sia per la Gdo.

Le prime tre referenze (la volontà e’ di allargarle nel tempo) sono state presentate a Milano presso il Food Loft di chef Simone Rugiati, testimonial della nuova gamma.

Sono due con panatura di mais, Le Birbe e Cotolette, e un Burger: tutte senza soia ma a base di proteine di pisello e con etichetta “corta”. Il Gruppo Amadori punta così a guidare il più ampio settore delle proteine aggiungendo le nuove referenze alla storica e consolidata expertise nel settore avicolo (proteine bianche) e alle carni di suino.

Da cuocere in padella o in forno, le tre referenze possono essere impiagate in vari occasioni, dal pranzo o cena con panino burger (quello proposto da Rugiati era con confettura di cipolla, insalata, friggitello brasato e mostarda al miele) o cotoletta al momento dell’aperitivo.

Non è più una nicchia

Sempre secondo Nielsen sono oggi 5,2 milioni gli italiani – pari al 21% delle famiglie – che scelgono prodotti a base di proteine vegetali, in maniera evidentemente non esclusiva. il 92% di questo target infatti consuma regolarmente carne, confermando l’interesse per un regime alimentare vario e bilanciato, in cui le proteine – provenienti da più fonti – hanno un ruolo centrale, coerente con un approccio salutistico e green ormai al centro dei nuovi stili di vita.

Il target di rifermento, che si distingue per un approccio sostenibile alla vita e ai consumi, è di fascia centrale (45-55 anni) e con buona disponibilità di redditoNon è un caso dunque se negli ultimi anni si sono moltiplicati gli investimenti nel settore (giunti nel 2021 a 1,9 miliardi di dollari nel mondo) e il plant based è entrato nell’offerta delle maggiori catene del food service, da McDonald’s a Burger King, da KFC a 100 Montaditos.