Alberto Fortis: “La mia vita tra musica e locali”. LE FOTO

Al ristorante, quello che conta per Alberto Fortis sono cucina sana e atmosfera tranquilla: “Detesto i locali dove la musica disturba le chiacchiere”. Anche perché lui, la musica, la suona (quasi) tutte le sere (CLICCA QUI PER VEDERE IL CALENDARIO DEI PROSSIMI CONCERTI). Il suo prossimo concerto (piano&voce) sarà venerdì 23 settembre, nell’ambito del Poesia Festival 2016 a Savignano Sul Panaro (MO). Noi lo intercettiamo al telefono mentre viaggia in treno verso Milano.

Alberto Fortis, c’è qualche legame tra la tua musica e il mondo della ristorazione e dei locali?
Molti! Innanzitutto, penso alla canzone Plastic Mexico, secondo brano del mio album El niño (edito da Philips Records nel 1984). Prende spunto dall’atmosfera newyorkese che si respirava allora al Plastic, storica discoteca di Milano effervescente e frequentata da una clientela eterogenea che passava dalla star al ragazzo di provincia. E poi, al Ristorante Rovello di Milano, in zona Brera, punto di riferimento degli artisti dove spesso ho incontrato, tra gli altri, Mark Knopfler (il fondatore e leader carismatico del gruppo rock Dire Straits, ndr).

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La tua gavetta è stata nei locali?
Sì! Il mio primo palco è stato quella della discoteca Fieramosca di Diano Marina, dove ha cantato anche Lucio Battisti quando ancora faceva i live. È stato lì che ho imparato a relazionarmi con il pubblico.

Oggi secondo te in Italia l’offerta di locali con musica live è adeguata?
No, bisognerebbe fare di più. Penso per esempio a New York, dove i locali ancora oggi sono un importante luogo di incontro e di scambio culturale tra i musicisti.

Segui una dieta particolare quando sei in tournée?
Non seguo una vera dieta, ma da sempre curo l’alimentazione. Prima del concerto mangio solo un frutto o un dolce, giusto per darmi energia. Risultato? La fame a mezzanotte si fa sentire!

La tua alimentazione tipica?
Per un certo periodo sono stato quasi vegetariano. Oggi mangio un po’ di tutto: carboidrati, pesce, frutta e verdura, poca carne.

Ma dopo i concerti vai al ristorante o ti avvali di un catering?
Vado al ristorante! In genere ordino un piatto di pasta e un dolce sano!

Che cosa ti infastidisce al ristorante?
Due cose: le luci al neon o comunque una mancata cura nell’illuminazione e la musica di sottofondo a un volume troppo alto, ovvero tale da disturbare la conversazione tra i commensali.

Quali sono i tuoi ristoranti di riferimento a Milano?
Per quanto riguarda la cucina italiana vado spesso al già citato Ristorante Rovello di Milano, in zona Brera. E poi, all’Antica Osteria Milanese in via Camperio, famosa per risotto, brasato e nervetti. È un locale delizioso, dall’atmosfera intima e famigliare.