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27 GIU. LUG. 2020 di chiarezza e a dare qualche utile suggerimento. ATTENZIONE E FIDUCIA “Lenormeperleriaperturesonostate emanate e sono quelle condivise tra Inail, Servizi di PrevenzionedelleAsl, Sindacati e le Associazioni datoriali nazionali di categoria, lineeguidache tutti stiamo rispettandoper fare fron- te alla fase della riapertura - dichiara D’Alessandro - Poi, ogni regione ha ampliato o ridotto, a seconda delle esigenze, questedirettive inbasealla categoria merceologica, come per esempio le differenti distanze negli stabilimenti balneari, giusto per fare un esempio”. Gli italiani, nonostante gli inghippi, hannomostrato la volontà di seguire quanto indicato anche se, come si ripetedi sovente, un ruoloessenziale inquestapartita logioca il buon sen- so dell’utenza che segue alla lettera il vademecum che ci accompagna da tempo. “La gente è ancora spaventata e sta attentama, contemporaneamente, il desiderio di andare al ristorante o al bar si fa sentire in modo evidente, e questo è un segnale di positività! - continua il Tributarista - Del resto la curvadei contagi scende, si sentono pareri rassicuranti e la clientela ri- cambia il tiepidoottimismo ricercan- doabitudini della vitapre-Covid-19”. LA QUESTIONE DIPENDENTI Bisogna subito dire che all’interno del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) è stata inserita la scheda Covid con tutte le indicazioni per i comportamenti da tenere al banco del bar o nelle cucine di un ristoran- te, compresi i rapporti con i fornitori e quindi tutto il materiale che pro- viene dall’esterno e la gestione dei magazzini. “Il DVRcomprendeanche la garanzia medica, con l’ausilio del medicocompetente-precisaD’Ales- sandro - ossia se il datore di lavoro riscontra nel dipendete un allarme, come per esempio la temperatura al di fuori dei parametri stabiliti, avvisa il soggetto terzo che abilita tutte le procedure richieste. Di certo, non manca mai l’obbligo di lavorare con lemascherine, con i copricapo e ad- dirittura con i camici in tnt monouso e i calzari protettivi”. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE Attenzione massima per i dispositivi di protezione ma attenzione anche nel realizzarli, visto che sono sog- getti a norme molto serie, attivate da aziende italiane produttrici, non solo per il monouso ma anche per il prodotto che può essere lavato, ste- rilizzatoe riutilizzatosinoaotto-dieci volte, un comparto nel quale l’Italia è leader a livello europeo. “Giusto per fare un esempio concreto, c’è un organismo accreditato che si occu- pa di certificazione degli indumenti di protezione di grande prestigio, il Centrocot, notificatodaACCREDIA, organismo facente capoal Ministero dello Sviluppo Economico che rila- scia certificazioni UNI per la pro- duzione di Dispositivi di Protezione Individuale”. Un filone con il quale ogni ristoratore deveconfrontarsi ancheperché, sea primo impatto il monouso può sem- brare abbordabile, a lungo andare i costi vanno a pesare in modo signi- ficativo, oltre a sollevare il grosso problema dello smaltimento. RECUPERO DELLE SPESE Attraverso l’Agenzia per lo Sviluppo “Invitalia”, c’è stato modo di recu- perare il 100% della spesa sia dei dispositivi di protezione sia della sa- nificazione sia degli acquisti legati allenorme igienichedi sicurezza, con un tetto massimo di 500 euro per ogni dipendente - spiega Nicolino D’Alessandro - ovviamente, con una tracciabilità corretta. Il Bonus per la sanificazione, per mascherine, gel disinfettanti e DPI al 60% e fino a 60.000 eurodi spesa fannopartedel corposo testo del decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19maggio2020; l’importo recupera- to sotto forma di credito d’imposta, può essere utilizzato in compensa- zione nel tempo, fino a esaurimento per il pagamento di imposte, tasse contributi di ogni tipologia con mo- dello f24. Un ulteriore aspetto importante è il recupero del 60% degli affitti pagati per i mesi di marzo, aprile e mag- gio per quelle attività costrette alla chiusura dai vari DPCM e che sono classificate catastalmente come ne- gozi, botteghe e loro pertinenze con la possibilità di una compensazione futura, ad esempio per i pagamen- ti dei contributi inps dei dipendenti piuttosto che del titolare”. Infine, il DL Rilancio, tra le tante misure volte a sostenere l’economianazionalenella ripresapostCoronavirus, haprevisto contributiafondoperdutostanziando unasommaparia6.192milioni di euro per il 2020; l’agevolazione consiste Questione penale Per il datore di lavoro c’è una questione molto delicata, cioè la responsabilità penale verso il dipendente che contrae il Coronavirus all’interno dell’azienda quando lo stesso non ha attivato tutte le tutele del caso, ovvero quando il contagio è avvenuto in mancanza del suddetto DVR, se non è stato avviato il processo di controllo verso i clienti all’entrata e tutte le altre regolamentazioni. Ogni “anomalia” deve essere registrata affinché ci sia la tutela massima da parte del datore verso il subalterno. Nicolino D’Alessandro, Dottore Tributarista

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