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AGO. SET. 2019 49 tare confezionato e per gli esercizi commerciali che lo autoproducono: ristoratori, bar, pub… L’ALTERNATIVA: IL GHIACCIO INDUSTRIALE Per chi non vuole misurarsi con le procedure e i rischi connessi alla autoproduzione di ghiaccio, l’alter- nativa è acquistare quello già pronto che ormai si trova anche nei banchi del surgelato nel retail. Il ghiaccio industriale è gestito alla stregua di qualunque alimento: la produzione segue un piano HACCP e gli operatori possono prendere co- me riferimento il Manuale di cor- retta prassi igienica nella sezione a loro dedicata. Il ghiaccio inoltre deve essere etichettato e riportare le indicazioni obbligatorie: data di scadenza, luogo di produzione… “La nostra associazione – conclude Stucchi – raccoglie i produttori di questo settore. Il nostro obiettivo è quello di diffondere la cultura del ghiaccio. Per ora è visto come commodity, noi vorremmo portare i brand anche in questo comparto, ma è un percorso che richiede tempo”. Anche per i produtto- ri industriali INGA ha previsto una check list dettagliata per garantire la salubrità del prodotto. IL MERCATO DEL GHIACCIO Il mercato del ghiaccio ali- mentare confezionato vale 4 miliardi di dollari e, in alcuni paesi del mondo, è già estremamen- te sviluppato. A livello europeo, si stima un mercato da 500 milioni di euro. La Spagna ne detiene la fetta più ampia, di circa 140 milioni di euro, con un consumo annuo pari a 400 milioni di chili. L’Italia è il Paese con il più alto potenziale di crescita con un mercato stimato fra 150 e 200 milioni di euro (dati I.P.I.A e E.P.I.A International ed European Packaged Ice Association). Dal 2015 al 2018 il set- tore è cresciuto del 200% e si stima che, in pochi anni, l’Italia potrebbe arrivare a contare un consumo di oltre 500.000 tonnel- late di ghiaccio l’anno. Nel canaleHoReCa, nei bar, ristoranti e discoteche si stima un consumo annuo (autoprodotto) di circa 180 milioni di chili. I numeri del ghiaccio in Europa 500 milioni di euro il peso stimato del mercato europeo 400 milioni di chili , pari a circa 140 milioni di euro , il consumo annuo della Spagna fra 150 e 200 milioni di euro il mercato stimato per l’Italia, Paese che in Europa ha il più alto potenziale di crescita in questo comparto

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