Qualitaly_108

DIC. GEN. 2019 33 4 punti da seguire Chef e ristoratori capaci di contestualizzare l’offerta con un mood mu- sicale e sonoro studiato ad hoc, cura degli allestimenti per ogni singolo evento: ecco ciò che serve. Abbiamo intervistato Damiano Nicolodi dell’Hexen Klub Canazei e Presidente dei Giovani Albergatori Val Di Fassa, Roberto Buffagni , del Matis Bologna, Peter Pan Riccione, Villa DelleRoseMisanoAdriatico, RiccardoChecchin , di StoriaPadova, King’s Jesolo e Aperyshow, e Gabon di Marecrudo. E sono emersi questi punti. PUNTARE ALL’ESPERIENZA E AL LATO EMOZIONALE L’importante, anche per giusti- ficare il conto, è l’esperienza, il ricordo che si lascia a fine pasto. Per massimizzare questi aspet- ti fondamentale è l’impiego dei cinque sensi: vista, gusto, olfatto, tatto e ovviamente… udito. VALORIZZARE IL MENÙ SELEZIONANDO I SUONI Dal gorgoglìo della caffettiera allo scricchiolio delle patatine o del bacon fritto, passando dallo “stoc” dell’apertura del coperchio del barattolo di sugo pronto al “sobbollio” di un brodo o un ragù. Tutti questi sono suoni ‘emozionali’ capaci di fidelizza- re il cliente. L’IMPIEGO DI ESPERTI ANALIZZANDO COSTI E BENEFICI Il suono a supporto della risto- razione e non una ristorazione a supporto del suono. Per ottenere questo risultato è bene rivolgersi a esperti, magari provenienti da università, o profondi conoscitori di musica e cibo. Non è una spesa a sé: è un investimento. QUALCHE ESEMPIO PRATICO Il jazz migliora il gusto del cioc- colato. La drum& bass peggiora il gusto del caramello. I suoni acuti esaltano l’acidità, i suoni più arrotondati la dolcezza, i toni profondi l’amaro. to che la bevanda era apparsa più buona quando le persone l’aveva- no bevuta ascoltando la musica, ma soprattutto quando conoscevano la band autrice del brano. Ciò significa che la birra sembra molto più buona quando la sorseg- giamo ascoltando la musica che ci piace di più. “Intendiamo proseguire con le no- stre ricerche per capire come i suoni modulino la percezione dei sapori di alimenti e bibite – ha spiegato Carvalho, convinto che su questo tema ci sia ancora molto da scoprire – vogliamo anche individuare come i suoni possano influire sui nostri processi decisionali, per vedere ad esempio se diversi suoni spingano le persone a consumare alimenti più salutari”. Non solo birra: la musica influenza anche i formaggi. La Pausini, i Led Zeppelin e anche Fedez, quindi pop, rock o hip-hop, possono influen- zare la stagionatura del formaggio Emmental. L’esperimento è stato condotto da alcuni ricercatori e studenti dell’Alta scuola d’arte di Berna (HKB), in collaborazione con il veterinario di Burgdorf (BE) e il produttore di formaggi Beat Wampfler.

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