Qualitaly_106

AGO. SET. 2018 20 RIDERS UNION ROMA Per i ragazzi di RUR (sindacato dei riders): «Laprimacosachebisognereb- be fare è formare i ragazzi, dato che portiamoanchepasti gourmet».Come? «1) formazione su strada, rispettare il codicedella stradamaancheprendere viabilitàconpocodislivello,unviaggio più lungo inpianopermette di portare il cibo al cliente nel migliore dei modi, e questo crea fidelizzazione; 2) corto raggiod’azionesidovrebberoaccettare ordinialmassimoentroi4km(leborse termiche tengono max 30-40 minuti) ovvero tempi ottimi di consegna, e risposta». Sul food delivery: «Fino a qualche anno fa le città del centro/ nord Italia erano pronte al servizio (un concetto americano) a Roma c’è stataunacrescitanell’ultimosemestre. Oggi siamo 700 riders, il 30% è sotto i 30 anni». Alcuni dicono lavoretto, invece: «Ci sentiamo parte della filiera. Il rap- porto quotidiano con il ristoratore è di conoscenza e fiducia. Inoltre, la gran parte di noi lavora per un mon- te ore importante, anche annuale». E chiudono con una visione: «Da qui a 5 anni il nostro lavoro sarà sostituito: in America, Amazon restaurant sta la- vorando a robot che viaggeranno in strada, Uber elevate consegnerà con i droni. Ai clienti allora chiediamo, è meglio che il cibo lo porti un fattorino umano o lo consegni un robot?». Al futuro l’ardua sentenza. DANIELECONTINI,COUNTRYMA- NAGER JUST EAT ITALIA «Nata nel 2001 in Danimarca», rac- conta il CM di Just Eat Italia «oggi siamo presenti su 13mercati, fattura- to 546 milioni di sterline, 22 milioni di clienti, 172 milioni di pasti in tutto il mondo, oltre 87.500 risto- ranti partner». In Italia: «Abbiamo 90 dipendenti, oltre 9.000 ristoranti partner in quasi 800 comuni», con- tinua Contini: «Abbiamo chiuso il 2017 con un incremento dei risto- ranti partner del +41% in Italia e un’espansione territoriale di oltre il 40%. Una crescita esponenziale che ha segnato un +70% degli ordini nell’ultimo anno e ha visto il raggiun- gimento di oltre 1 milione di clienti. Secondo le nostre stime, il segmento del cibo a domicilio vale circa 3.2 miliardi di euro e coinvolge già ol- tre 30 milioni di italiani. Il digitale pesa ancora in modo ridotto, circa il 7%. C’è un potenziale enorme. Per questo motivo, in linea soprattutto con la nostra missione di costruire la più grande food community al mon- do coinvolgendo i clienti, e i nostri ristoranti, ci siamo resi disponibili a partecipare ai dialoghi politici e regionali. Nel nostro caso i fattorini operano direttamente per i ristoranti partner. Ciò detto è fondamentale collaborare alla creazione di un si- stema virtuoso che possa soddisfare sia le aziende che i lavoratori». ria. Abbiamo uno scontrino medio di 34€ e 2 ordini/mese a persona». Negli ultimi 2 anni «siamo cresciuti del 5% a settimana – racconta Cavallo - Siamo italiani, di piccoladimensione, giovani (età media 27 anni) eppure ce la stia- mo battendo con i giganti del settore, abbiamomenocapitalimaconosciamo bene il territorio. Nel team interno sia- mo 25, fra business e tecnologico, il restosono i driver, vero interfacciacon il cliente: collaborano con noi anche giapponesi, afgani, purché conosca- no bene la lingua. Il contratto varia a seconda del numero di ore lavorate. Molti sono studenti che scelgono un impiego che non gli complichi la vi- ta, altri sono in transito da un lavoro a un altro. Del resto viviamo in una società liquida, uno dei fattori chiave è l’indipendenza». IN PROFONDITÀ Giovanni Cavallo Daniele Contini

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