40.000 posti di lavoro a rischio per gli aumenti, il commento di Vacondio di Federalimentare

I recenti aumenti che hanno interessato materie prime ed energia rischiano di far tracollare molte aziende, causando la perdita di oltre 40.000 posti di lavoro.

Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, pone l’accento sulla riduzione sensibile della marginalità delle aziende: «Molte delle nostre industrie sono energivore tanto quanto quella dell’acciaio o della ceramica e come queste hanno bisogno immediato di attenzione e di aiuto, non possono essere dimenticate», sottolinea Vacondio ed aggiunge che «la situazione diventa sempre più allarmante, al punto che alcune aziende hanno cominciato a fermare gli impianti durante le ore in cui cui il costo dell’energia è più alto».

Si teme che, inevitabilmente, parte di questi aumenti ricadranno sulle spalle dei consumatori che saranno costretti a comprare meno.

«Stiamo facendo i conti con la corsa alla sostenibilità ambientale che, semplicemente, non è sostenibile economicamente. Da qui la necessità di rivedere i tempi di raggiungimento degli obiettivi delle agende 2030 e 2050 che non ne tengono conto e questa situazione ne è la dimostrazione» conclude Vacondio.