Mixing in Bangkok: Fabio Brugnolaro ci racconta che cosa offre Bangkok

Mixing in Bangkok: Fabio Brugnolaro ci racconta che cosa offre Bangkok

Dal Pinch di Milano allo speakeasy J.Boroski di Bangkok. È il percorso del barman Fabio Brugnolaro, oggi head bartender al Vogue Lounge di Bangkok. Già protagonista di una puntata di Dalla parte del barman, Fabio Brugnolaro diventa protagonista anche di una nuova sezione della rubrica di Mixing in the world: Mixing in Bangkok.

I temi della prima puntata? Che cosa offre la Bangkok da bere, quali sono i trend in fatto di mixability e quali spirits vanno per la maggiore a Bangkok.

J.Boroski di Bangkok

In generale, che cosa offre la Bangkok da bere?
Di tutto. Pub, carretti ambulanti e cocktail bar di ogni livello.
Detto questo, negli ultimi due anni il livello medio dei cocktail bar è cresciuto grazie all’apertura di alcuni locali che si caratterizzano per un alto livello in termini di tecnica, ricerca ed esecuzione.

Parlaci dei bar all’interno degli hotel di lusso…
Design a parte, in genere il livello è mediocre.

Vogue Lounge di Bangkok

Uno sguardo ai distillati locali…
In Thailandia producono rum (il più noto è il Sang Som ndr), whisky (il più diffuso è il Mekong), diversi distillati di riso che ricordano vagamente il tequila e un gin. Lo spirit più interessante, secondo me, è proprio quest’ultimo: il Gin Iron ball, a base di ginepro e varie botaniche, aromatizzato con infusioni di ananas e lemongrass.

A proposito di spirits, più in generale quali sono gli up& down?
Qui assistiamo al boom del whiskey giapponese e single malt, ma sta crescendo la richiesta di drink a base di gin e di rum. Inoltre, c’è una certa attenzione nei confronti del sakè utilizzato come ingrediente dei drink.

E tu, Fabio Brugnolaro, al Vogue Lounge di Bangkok su quali distillati punti per differenziarti dalla concorrenza?
Propongo diversi drink con cachaça e mezcal.

Mixing in Bangkok fa parte di Mixing in the world, ovvero una macro rubrica divisa in micro sezioni, tra cui Mixing in Madrid.
Obiettivo? Raccontare le tendenze del bere miscelato nel mondo tra format, tecniche e idee da rivisitare al volo attraverso la voce di alcuni dei barman italiani più accreditati oggi residenti all’estero. Da leggere in un momento di tranquillità per riflettere e prendere spunti. Buona lettura

Articoli correlati

Il barman sardo Fabrizio Oggiano, 34 anni, è la nuova voce maltese di Mixing in the World. Dopo essersi formato professionalmente a Barcellona e...

Oscar Quagliarini è il responsabile del lancio di Herbarium, bar parigino dell'hotel National Des Arts Et Metiers, appartenente al gruppo di Julien Cohen. Ed...

Nei tre anni passati, Oscar Quagliarini ha curato l’apertura del Rebelot di Milano, pubblicato il libro L'universo di Oscar Q, lanciato in collaborazione con...

Che cosa offre la Berlino da bere, quali sono i locali da visitare (in cerca di idee vincenti) e che cosa possiamo imparare dai...

Pronti per la prima puntata di Mixing in San Francisco?Dal Morgante Cocktail & soul di Milano al Vina Enoteca di San Francisco. È il...

Fabio Brugnolaro, ex barman del Pinch di Milano oggi head bartender al Vogue Lounge di Bangkok, in questa seconda puntata di Mixing in Bangkok...

I trend più cool in fatto di mixability negli hotel a cinque stelle della capitale spagnola? Ce li racconta il barman Luca Anastasio...

In questa puntata di Mixing in NY analizziamo con Matteo Zed trend e punti di forza di tre dei bar d’hotel più cool di...