Il mondo della notte dà i numeri al Congresso Nazionale di Silb

Il mondo della notte dà i numeri al Congresso Nazionale di Silb

Un miliardo e cento milioni di euro. E´il volume d´affari generato ogni anno dal settore del divertimento notturno e delle discoteche italiane che rappresenta il 20% sul totale del volume d’affari dell’intera ‘economia della notte’.

E’ quanto è emerso durante l’incontro che si è tenuto a Saint-Vincent su “Turismo e Movida 4.0: realtà italiana ed esperienze europee”, nell’ambito del XXXII Congresso Nazionale di Silb-FIPE, la maggiore organizzazione di rappresentanza del comparto dell’intrattenimento danzante e dello spettacolo aderente a Confcommercio, nel quale è stata illustrata una ricerca condotta da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), su dati Istat.

“Il dato economico evidenzia come il turismo, nella sua crescita, sia strettamente collegato all’offerta di intrattenimento che deve diventare sempre di più giovane e dinamica per agganciare quella popolazione di viaggiatori che oltre all’arte e ai beni artistici cercano il divertimento”. Lo ha affermato Maurizio Pasca, Presidente di Silb, commentando quanto evidenziato dall’indagine presentata.

“Se i 18-34enni, sono il target che più è propenso al viaggio – così come confermato anche dall’indagine presentata da Alberto Corti, Responsabile Turismo di Confcommercio – è necessario che l’offerta turistica vada al di là delle proposte già esistenti, puntando su una ‘produzione’ culturale contemporanea, svecchiando e modernizzando il brand, proprio per attirare un pubblico giovane”.

La presenza di locali di intrattenimento notturno in Italia (discoteche, sale da ballo, night club e simili), sempre secondo l’indagine presentata è così ripartita per macro aree: il 27,8 % nel Nord Ovest, il 21,4% Nord Est, 29,6% Centro, 21,2% Sud e Isole. La Lombardia con il suo 14,8%, la Toscana con il 10, 4% e l’Emilia Romagna con il 9,8% rappresentano le regioni con maggiore offerta di locali di intrattenimento notturno.

L’identikit dell’impresa media in questo settore è così delineato: il volume di affari annuo si aggira intorno a 280mila euro, con un numero di ingressi pari a circa 9.600 e 125 spettacoli offerti.

Sembra che in Italia sia tornata la voglia di ballare: dopo anni di flessione registrata nelle presenze siamo pian piano ritornati ai livelli di pre crisi. La “febbre del sabato sera” nel 2016 ha contagiato, per la maggior parte, i giovani nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni (35,4%), seguiti dai 20-24enni (22,8%) quasi alla pari con i 35-44enni (22,2%). Il 10,3% di minorenni (15-17 anni) frequenta discoteche, percentuale che all’incirca si mantiene nei giovani di 18 e 19 anni (9,3%).

Si sta affermando, inoltre, sempre secondo l’indagine, un nuovo modello di fruizione dei locali notturni con una percentuale in crescita di partecipazione a piccoli eventi musicali che negli ultimi otto anni è cresciuta del 17%.

L’offerta di locali notturni e delle discoteche svolge un ruolo trainante, specialmente per lo sviluppo turistico. I dati evidenziano che nella scelta della destinazione per le vacanze i turisti mettono “l’offerta di intrattenimento” al terzo posto dopo “la cortesia/ospitalità” e “qualità del mangiare e bere”. “L’offerta culturale” si colloca solo al sesto posto.

Secondo l’indagine Silb-FIPE la presenza dei turisti è fondamentale per il fatturato delle discoteche (59,5%). Nonostante ciò permane una bassissima attenzione degli enti di promozione turistica nei confronti dei servizi di intrattenimento. Questa è considerata scarsa o nulla dal 78,6% degli operatori intervistati. Eppure la spesa dei turisti (italiani e stranieri) destinata alle attività ricreative, culturali e di intrattenimento è del 24,8%, seconda solo all’alloggio e alla ristorazione (54,4%). Tale spesa sale fino al 44% quando i turisti scelgono un alloggio privato.

L’occupazione giovanile rappresenta una percentuale importante del settore. Il 36,1% dei dipendenti delle discoteche ha un’età compresa tra i 20 e 30 anni e tra questi l’occupazione femminile supera, seppur di poco, l’occupazione maschile. Il 23,8% degli occupati ha tra i 30 e i 40 anni e il 16,6% ha meno di 20 anni.

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