Cavit conferma la sua solidità e profittabilità

    Si è tenuta ieri l’assemblea annuale dei soci Cavit riuniti nella sede di Ravina di Trento per approvare il bilancio di esercizio 2016/2017. Soddisfazione per gli ottimi risultati che premiano le cantine con un valore dei conferimenti in ulteriore aumento rispetto all’anno precedente, mantenendo una solida capitalizzazione, a garanzia dei futuri sviluppi e investimenti.

    Dichiara il Presidente Cavit, Bruno Lutterotti: “Siamo lieti dei risultati raggiunti quest’anno e, in particolare, dell’alto valore liquidato ai soci conferenti, obiettivo primario della Cantina. Un eccellente risultato che testimonia della solidità e dell’efficacia del sistema Cavit che chiude l’anno con una situazione finanziaria in ottima salute che ci fa guardare al futuro con serenità in un mercato sempre più globale e competitivo”.

    L’anno fiscale si chiude con ricavi netti pari a oltre 182,5 milioni di euro, in incremento del 2,6% sull’esercizio precedente. Particolarmente positive le performances del mercato interno italiano, dove Cavit ha visto complessivamente crescere il fatturato del 7%, con un significativo aumento della gamma degli spumanti metodo classico Trentodoc e metodo Charmat, cresciuti a doppia cifra (+14% circa). Una conferma del favorevole trend del comparto e, in particolare, del riconoscimento dell’impegno aziendale nello sviluppo della spumantistica di qualità, dove domina il pluripremiato marchio Altemasi, che con il top di gamma Altemasi Riserva Graal si aggiudica per la 13° volta il prestigioso “3 bicchieri” della Guida Vini d’Italia 2017 edita da Gambero Rosso.

    Ottime prestazioni anche per Müller Thurgau (metodo Charmat), sostenuto da robuste azioni di comunicazione e sponsorship sportive, che risulta lo spumante Brut più distribuito del mercato italiano. L’anno che si è appena chiuso ha promosso anche il rafforzamento del canale horeca, con un’offerta di vini per la ristorazione e le enoteche rinnovata ed ampliata con nuovi inserimenti nella fascia più alta – le linee Maso, Trentini Superiori e Bottega Vinai – espressione del territorio e della migliore arte enologica della cantina. Infine, anche il canale della distribuzione moderna cui è dedicata la linea Mastri Vernacoli premia Cavit con una crescita ancora a doppia cifra (+15% circa), nettamente superiore all’andamento del settore, e quote di mercato da leader con Müller e Gewürtztraminer tra le prime 5 referenze del mercato.

    Consolidamento dei mercati esteri, che rappresentano l’80% del giro d’affari Cavit, buoni risultati sui mercati di Stati Uniti, dove Cavit si conferma il marchio di vino italiano più diffuso, crescita a doppia cifra per Russia e Canada, rafforzamento in Gran Bretagna, Germania e Austria. Continua la crescita della presenza dei vini Cavit in particolare Cina, dove, a seguito dell’accordo siglato lo scorso aprile da Cavit con il Gruppo COFCO, è iniziata la distribuzione su larga scalagrazie alla capillare piattaforma distributiva del partner cinese che abbraccia tutti i canali distributivi, sia sul territorio che nei principali marketplace dell’e-commerce.

    Soddisfacenti risultati economici anche per la controllata Kessler Sekt, azienda di riferimento in Germania nel segmento premium, che ha chiuso l’anno con un fatturato in crescita dell’11,5% superando gli 8 milioni di euro. Nel corso dell’anno particolare impegno è stato dedicato al tema della sostenibilità ambientale, nonché al supporto alle cantine per il raggiungimento della certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata). In un’annata difficile per la vendemmia, resa problematica dalle condizioni climatiche avverse che hanno riguardato tutta Italia, è stato particolarmente efficace l’intervento del Gruppo Viticolo Cavit, la struttura interna dedicata all’assistenza dei Viticoltori sui temi agronomici e sulla difesa dei vigneti.

    Ospite di riguardo dell’Assemblea Cavit, Luca Mercalli, celebre meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo italiano, è intervenuto a beneficio dei soci Cavit sul tema degli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura, e sul settore vitivinicolo in particolare. “I cambiamenti climatici stanno già impattando su agricoltura e viticoltura”, ha commentato Mercalli. “Le estati più lunghe e roventi favoriscono la rapida maturazione dell’uva, ma al tempo stesso le frequenti siccità penalizzano la produzione, come nell’estate 2017. E in un futuro troppo caldo non è detto che basterà spostare i vigneti verso Nord, perché le caratteristiche dei vini dipendono non solo dal clima, ma anche dal tipo di suolo. Quindi sarà difficile veder produrre il teroldego o il marzemino in Siberia… e toccherà comunque adattarsi a un clima diverso.”

    www.cavit.it

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