Bike Cafè: che cosa c’è dietro il loro successo

Bike Cafè: che cosa c’è dietro il loro successo

La cura dei materiali e delle forme, tipico dello stile nordico, è sempre più presente nei locali di design. Non è solo il design nordico che affascina, ma anche il mood e lo stile di vita collegato all’immaginario collettivo di queste popolazioni: sano, bello, corretto e confortevole. Se pensiamo a città come Copenaghen e Amsterdam, ci viene subito in mente la bicicletta, mezzo diffusissimo (quasi la metà di tutti gli spostamenti urbani avvengono sulle due ruote), e di grande appeal contemporaneo, che diventa elemento caratterizzante e caratteristico dello stile di vita delle città del Nord. Anche a Milano, negli ultimi anni, la bicicletta ha avuto uno straordinario revival, sia come mezzo di trasporto alternativo all’automobile (sempre più in difficoltà nell’ambiente metropolitano, per i costi, il traffico e le aree a circolazione limitata), sia come status symbol. Proprio quest’ultimo fenomeno, associato alla cultura hipster, ha riportato la bicicletta ad essere un oggetto di stile e di design. La bicicletta torna ad essere al centro dell’attenzione, sia attraverso il culto delle grandi marche storiche (Bianchi, Colnago, Legnano, che diventano pezzi da collezione) sia come nuove tipologie (lo “scatto fisso” denudato da ogni fronzolo). Nascono così tutta una serie di attività nuove, o meglio antiche rivisitate, come le ciclo-officine e negozi specializzati, ed i locali a tema, dedicati ai simpatizzanti, amanti e non solo!

BIANCHI CAFÉ & CYCLES – WWW.BIANCHICAFECYCLES.IT

Il locale si presenta con queste parole: Bike Shop e Officina – Uno spazio per chi ama le due ruote. Oltre alle sue specialità enogastronomiche, il Bianchi Café & Cycles ospita anche uno showroom e un’officina. Qui, i ciclisti e gli appassionati possono scoprire e acquistare gli inconfondibili modelli firmati Bianchi o affidare le proprie bici a esperti del settore per qualsiasi intervento tecnico di manutenzione o riparazione.” Questo è uno spazio ibrido, progettato per raccontare una storia, quella del marchio Bianchi (fondato nel 1885). Tutti gli elementi che lo compongono sono tasselli di un’esperienza legata alla storica casa e al mondo delle biciclette. 600mq di immagini e pezzi che scrivono la storia del ciclismo italiano: Fausto Coppi, Girardengo, le biciclette di Felice Gimondi e Marco Pantani, entrambi vincitori di Giro e Tour. I colori dello storico marchio di biciclette Bianchi – il bianco e il celeste – si alternano nel locale in superfici e dettagli. La brandizzazione del locale è sviluppata nella grafica con la grande scritta Bianchi che decora una parete, nel colore delle superfici verticali, negli arredi che riprendono un gusto anni 50. Il terzo elemento cromatico e materico è il legno, vintage e caldo, presente negli arredi ma anche nella scelta cromatica della pelle del divano capitonné. Il concept design italiano è già presente all’estero, in Svezia e in Giappone, ma quello a Milano è il primo in Italia. Bianchi Café & Cycles è aperto dalla colazione alla cena e il suo layout si articola a seconda dei servizi: infatti non è solo un bar ristorante ma è anche uno showroom di biciclette, ciclofficina, shop che propone sia prodotti legati al marchio che prodotti culinari alto di gamma made in Italy. Ci sono anche aree come lounge e dehors. In questo spazio le biciclette e i prodotti food sono sullo stesso piano, sono esposti, illuminati e posizionati in cornici come in un’oreficeria.

UPCYCLE MILANO BIKE CAFÉ – WWW.UPCYCLECAFE.COM

Con il termine di Upcycling si definisce quel processo di conversione di materiale di scarto, rifiuti o prodotti ormai inservibili in nuovi materiali o prodotti di migliore qualità, in modo da ridurne l’impatto ambientale e aumentarne il valore sociale. “C’era una volta un garage d’automobili, vecchio sporco ed abbandonato in via Ampère 59. Un solo muro lo separava dalla sede del distretto di co-working e innovazione sociale di Avanzi, Sostenibilità per azioni (www.avanzi.org). Upcycle è un urban bike cafè di ispirazione nordeuropea che unisce ai tipici servizi di un caffè con cucina le funzioni di spazio per incontri e dibattiti su viaggi, esperienze e stili di vita sostenibili, per stimolare la diffusione della cultura della bicicletta e della mobilità dolce. Raduna gli appassionati per assistere alle grandi gare di ciclismo; fornisce informazioni per la manutenzione bici; è luogo di aggregazione dove lavorare, mangiare, bere, leggere, riparare, imparare… O anche solo sedersi e risposare facendo due chiacchiere, senza assilli di tempo e consumazione. Nasce da e per gli amanti della bici ma è democratico e aperto a tutti” L’elemento che richiama l’attenzione sono i grandi tavoli di coworking per mangiare e lavorare insieme, mentre quello scenografico forse è la grande vetrata con le bici appese. Uno spazio semplice con una comunicazione chiara ed efficace.

CICLOSFUSO – WWW.CICLOSFUSO.COM

Il terzo caso è Ciclosfuso, un locale situato in una bellissima location in zona Porta Genova, attraverso il recupero di un grande spazio industriale. Il locale unisce due anime: passione per la bici e cultura enologica. Questo locale è un altro esempio ibrido dove la ciclo-officina ha un ruolo molto importante insieme al vino. Una casa di ringhiera della vecchia Milano, 200 metri quadri circa ristrutturati in modo da inserirsi in maniera integrata ed armonica nell’originale edificio. La ristrutturazione curata dallo studio Pini e Strauli (www.pinistrauli.com) e il design da Tagmi (www.tagmi.it) ha preservato alcuni elementi caratterizzanti dello spazio, ad esempio le travi in legno del soffitto. Legno che viene anche privilegiato in altri elementi di arredo, come per il bancone realizzato in assi di faggio e i tavoli in quercia. Ulteriore elemento di arredo sono i tubi che sostengono i piani in legno dei tavoli e i piani. In questo dettaglio si legge infatti la volontà di rimandare all’originale funzione dello spazio, una fabbrica di tubi, andandone a riscoprire la sua vocazione industriale. Uno degli elementi funzionali principali del locale è la mescita, che viene caratterizzata nella sua forma e funzione dagli elementi decorativi delle botti. Il concept dello spazio è proprio legato alla caratteristica di vendere vino sfuso in calici o in bottiglia. L’elemento “funzionale-contenitore” diventa elemento “architettonicodecorativo”. Otto tipologie, tra bianco e rosso, contenute in altrettanti botti di acciaio – 6 da 400 litri e 2 da 600 litri. La caratteristica che rende ancora più urban il locale è proprio l’elemento scenografico che lo riporta a cantina metropolitana. Le botti in acciaio luccicano come i dettagli delle bici cromate richiamandone la natura urbana.

IN CONCLUSIONE

I format ibridi funzionano, il segreto è quello di non renderli settari ma aperti a tutti con l’offerta culinaria e il design dello spazio. Unire più funzioni in modo equilibrato permette ai locali di aprirsi ad una clientela molteplice, ampliandone il target. Design e arredi rendono l’ambiente convertibile in aree per ogni esigenza, gli spazi adattabili a varie funzioni.

Consuelo Redaelli, titolare dello studio Toolskit di Milano, è specializzata in progettazione d’interni per bar, ristoranti, mense aziendali, stand, allestimenti temporanei fieristici, chioschi e isole tipiche e di progetti di comunicazione a 360° e di eventi, realizzati chiavi in mano. È anche docente presso all’Istituto Europeo di Design Milano IED nel corso di tesi di interior design.
http://www.toolskit.it

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